Bologna, 12 mag. – A margine di una conferenza stampa nell’Ufficio scolastico di Bologna l’assessore Marilena Pillati risponde a una domanda che molti si sono posti in questi giorni: il contratto di riferimento dell’Istituzione scuola sarà quello scuola o quello degli enti locali? A giudicare dalla risposta il contratto sarà quello della scuola. “E’ improprio pensare che l’Istituzione scuola possa applicare qualcosa di diverso da quanto il Comune sta attualmente facendo”, dice l’assessore. Alcuni ascoltatori e ascoltatrici ci hanno chiamato: secondo loro le parole dell’assessore non sono per nulla chiare. Pillati non risponde in maniera esplicita alla domanda, ma le sue parole fanno – di logica – pensare ad una volontà politica di applicare il contratto scuola. Abbiamo chiesto una conferma della nostra interpretazione all’ufficio stampa del Comune di Bologna. Per ora non c’è risposta ufficiale e visto i dubbi abbiamo deciso di aggiungere un punto di domanda ad un titolo che inizialmente era affermativo. Segno anche della mancanza di informazione e chiarezza che riguarda – almeno per ora – la questione Istituzione scuola.
“La Cgil ha sempre chiesto che il contratto applicato nell’Istituzione sia quello della scuola – spiega Michele Vannini della Fp-Cgil – e in nessuno incontro col Comune ci è stato detto qualcosa di differente”. Nei documenti che stanno circolando, spiegano invece i Cobas, c’è estrema ambiguità.
Regolamento Istituzione scuola
Studo fattibilità Istituzione scuola
Intanto contro l’istituzione scuola parte la mobilitazione delle maestre Usb. Il sindacato di base lancia lo stato di agitazione delle maestre delle scuole dell’infanzia e chiede ai consiglieri comunali di non approvare il progetto. Secondo Usb l’istituzione scuola “avrà le mani libere nella riorganizzazione dei nidi e delle scuole dell’infanzia e nel trattamento del personale, dall’alto della sua autonomia gestionale, amministrativa e finanziaria”.
E sempre l’Usb mette in pista, per domani un presidio davanti alla sede dell’Ufficio scolastico regionale in via De Castagnoli a Bologna nell’ambito di una nuova giornata di sciopero (questa volta relativo medie e superiori) contro i test Invalsi. L’appuntamento è a partire dalle 9.30. Arriverà anche una delegazione di insegnanti da Reggio Emilia e parteciperanno pure i docenti precari. Usb ricorda peraltro che “non esiste alcun obbligo contrattuale o normativo che imponga ai docenti la correzione di questi test” di cui la scuola pubblica “non ha bisogno” perché non le servono dei “quiz ma reali investimenti statali e soprattutto una reale politica di valorizzazione del personale che parta dallo sblocco immediato del contratto e degli scatti, dagli stipendi erogati con puntualità, dal pagamento delle ferie e dalla stabilizzazione di tutti i lavoratori precari indipendentemente dai vari canali di reclutamento finora adottati”.

