Bologna, 21 ott. – “Credo sia necessario tenere aperte non solo le attuali convenzioni con i centri sociali, ma ogni canale regolare o irregolare di confronto e dialogo”. Ne è convinto Mirco Pieralisi, consigliere comunale della lista “Con Amelia per Bologna con Vendola” e presidente della commissione Istruzione, Cultura e Giovani, che ieri ha deciso di non votare l’ordine del giorno sui centri sociali e gli scontri di sabato scorso.
Pieralisi, ospite questa mattina ad Angolo B, non risparmia le critiche alle scelte fatte dai manifestanti in piazza contro Forza Nuova e Bankitalia. Quello che si è visto durante gli scontri, dice Pieralisi, sono “pratiche superate, machiste, autoreferenziali, che non distinguono quanto succede quotidianamente nei centri sociali che, al contrario, sono luoghi accoglienti e di integrazione”.
Ma quanto successo sabato non può però secondo il consigliere rompere il rapporto di dialogo che esiste con i centri sociali. Il voto all’unanimità del consiglio Comunale, specifica il consigliere, “mette in relazione la critica alla violenza con le convenzioni dei centri sociali”, che invece, “sono luoghi che ci permettono di intercettare quello che succede in una parte del mondo giovanile, ma non solo”. E rilancia: “Ce ne vorrebbero di più di luoghi aperti e di convenzioni”.
All’accusa di essere un “movimentista” sollevata su di lui da parte di Amelia Frascaroli, Pieralisi risponde con un a battuta “è come dire che mi chiamo Mirco Pieralisi, non è una grande accusa”. E della “sua” assessora (sono stati eletti nella stessa lista civica con Sel) dice “è il classico esempio di assessore che razzola bene”, perché il dialogo lo mette in pratica quotidianamente.
“Prima le persone, sempre, per sconfiggere l’intolleranza. Per questo – spiega Pieralisi, oggi su Facebook- non ho partecipato al voto ieri in Consiglio”. Posizione assunta “proprio perché penso che lo scontro politico e il conflitto sociale non debbano mai trasformarsi un uno scontro paramilitare, proprio perché – continua il consigliere – sono contro l’uso di una forza che rimette in gioco pulsioni ”machiste” e che si specchia in chi si vorrebbe combattere”. Scrive ancora Pieralisi: “Penso che l’inviolabilità della persona sia il primo bene da tutelare, sia per chi esercita per conto dello Stato il monopolio della forza, sia per chi esercita il diritto dovere del dissenso”. Infine, il mancato voto di ieri si spiega “proprio perché mi sono rotto le scatole”, afferma Pieralisi, del fatto che “in questo Paese troppa gente, compresa quella che usa i miei stessi occhiali per guardare alla crisi e allo scandalo dell”ingiustizia, pensi che pensiero ed azione radicale siano riconducibili a muscolarità”.

