Picchiata e violentata una ragazza di 15 anni

14 feb. – E’ giovanissima, appena 15enne, la ragazza malmenata e poi violentata ieri sera, poco dopo le 22, nei pressi di via Mattei a Bologna. Era in strada ad aspettare alcuni amici, quando le si è avvicinato un uomo, un cittadino tunisino di 33 anni, che ha cominciato a picchiarla con pugni e schiaffi, prima di trascinarla poco distante, tra alcuni cespugli, per violentarla. Le urla terrorizzate della ragazza hanno richiamato l’attenzione di un inquilino alla finestra di un vicino palazzo che ha avvertito la polizia. Un secondo testimone, che ha chiesto di rimanere anonimo, ha riferito all’agenzia Ansa di aver assistito (a bordo della sua auto) al pestaggio e poi alla violenza sessuale (abiterebbe nella palazzina di fronte a quella della famiglia della ragazza), di non essere intervenuto direttamente ma di aver tentato di coinvolgere inutilmente alcuni passanti, prima di chiamare il 113. Gli agenti, arrivati in pochi minuti, hanno sorpreso l’aggressore ancora addosso alla giovane e lo hanno bloccato. L’uomo – arrestato nello scorso agosto per spaccio di eroina e rilasciato dal carcere di Lanciano il 15 gennaio per la revoca della custodia cautelare contenuta in un provvedimento dal Tribunale della libertà di Bologna – è già stato interrogato ed è trattenuto al carcere di Bologna, mentre la ragazza è stata medicata anche al volto, dove ha riportato un trauma con infrazione delle ossa nasali per una prognosi di otto giorni.

Tra le reazioni politiche rispetto all’accaduto, c’è quella del sindaco Sergio Cofferati, secondo il quale, nonostante la rapidità dell’intervento della polizia, resta un problema nell’ordinamento nazionale, perché “non si riesce ad impedire a persone con precedenti penali, di circolare liberamente sul territorio nazionale e di tornare a commettere reati“. Susanna Bianconi, presidente della Casa delle donne per non subire violenza di Bologna, ringraziando il testimone oculare intervenuto per fermare la violenza ha sottolineato che “probabilmente altra gente non è intervenuta perché ha molta paura. C’é un clima di grande insicurezza, alimentato anche ad arte“.

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