Piazza Verdi. L’ultimo divieto

13 giu. –  L’annosa questione del degrado in piazza Verdi si avviluppa in un groviglio di ordinanze  e polemiche in perfetto stile “cappa e fioretto” tra i comitati di quartiere e l’assessore Alberto Ronchi, colpevole di aver detto “dobbiamo liberarci dei soliti tromboni” riferendosi agli abitanti infuriati della zona universitaria.
Nonostante i provvedimenti che si apprestano ad entrare in vigore, il dibattito rimane aperto e le polemiche non sembrano placarsi.
Da un giro in piazza, registratore alla mano, e due chiacchiere con chi la piazza la vive ma anche con chi in piazza ci vive, sono emersi i diversi punti di vista che alimentano il dibattito.

Una giovane barista del “Piccolo” bar, di piazza Verdi, ci racconta la piazza in modo diverso da come la vede descritta sui giornali bar piccolo

Spostandoci in via Petroni, abbiamo sentito il parere di una commerciante commerciante via petroni

E anche gli studenti, che la piazza la vivono, hanno detto la loro:

Uno studente studente e una studentessa studentessa

Anche un residente di piazza Verdi, professore universitario, ci ha detto come la pensa, proponendo, a conclusione del suo ragionamento, una soluzione alternativa per la risoluzione di tutte le polemiche in corso:
residente

Otello Ciavatti del “Comitato piazza Verdi” questa mattina, ai microfoni di “Angolo B”, ci ha raccontato il punto di vista dei residenti che hanno sollevato la questione “degrado e rumore” proponendo anche lui alcune soluzioni per placare i disaccordi.

ciavatti

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