Piazza Verdi. I comitati (alcuni) ricorrono al Tar

2 lug. – Come annunciato nei giorni scorsi, i comitati “Scipio Slataper” e “Via Petroni e dintorni” hanno presentato ricorso al Tar dell’Emilia Romagna contro la delibera innalza decibel del Comune. Nel ricorso depositato dall’avvocato Antonello Tomanelli si chiede al tribunale una pronuncia urgente per bloccare la delibera. Nucleo centrale dell’azione legale dei comitati è la legittimità dell’atto perché su questa materia, dicono i residenti, dovrebbe deliberare il consiglio e non la giunta. Inoltre, la delibera di giunta contrasterebbe con una delibera regionale del 2002 che imponeva per le attività all’aperto un limite massimo di 16 eventi (in piazza Verdi ne sono autorizzati 32) e un umero massimo di concerti variabile da 3 a 6 a seconda dell’affluenza.

L’avvocato Tomanelli ha anche allegato al ricorso il verbale di una riunione che si è tenuta in Comune il 23 maggio scorso, pochi giorni prima dell’approvazione della delibera, in cui i tecnici di Arpa avrebbero raccomandato a Palazzo d’Accursio di rispettare il limite di 70 decibel previsto dalla delibera regionale. Secondo l’avvocato, “sconfessando il parere qualificato di Arpa”, il Comune ha compiuto un “eccesso di potere”.

I comitati, senza l’appoggio del “Piazza Verdi” che ha preferito non aderire, dicono di non aver avuto altre alternative contro una delibera che avrebbe compromesso e danneggiato la salute e la sicurezza dei residenti e il decoro della piazza. Per quanto riguarda la salute, i comitati dicono che “un intollerabile e continuato inquinamento acustico serale e notturno”, unito a “indecenti condizioni igienico sanitarie”, hanno reso impossibile l’abitare. I ricorrenti citano i rilievi fonometrici effettuati per loro conto dall’ingegner Marila Balboni che avrebbero documentato “gravi sforamenti dei livelli acustici”.

Nel ricorso vengono citati anche gli atti vandalici e le intimidazioni e le minacce subite dai residenti “per aver osato protestare”.

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