13 mag. – Comizio delle grandi occasioni quello del segretario del Pd Pierluigi Bersani in una piazza Maggiore piena per la chiusura della campagna elettorale di Virginio Merola. In piazza anche stand per mangiare le crescentine. Sul palco non mancava nessuno della leadership locale del Partito Democratico: oltre al segretario nazionale e al candidato, c’erano i segretari provinciale e regionale, Raffaele Donini e Stefano Bonaccini, il presidente della Regione Vasco Errani e quello della Provincia, Beatrice Draghetti. Tra i primi a parlare è stato Maurizio Cevenini, il sindaco mancato, che ha ribadito il proprio sostegno e la propria fedeltà al partito e a Merola.
Durante il suo intervento, il presidente Errani ha nominato il Professore, Romano Prodi, e la piazza ha iniziato a gridare “Romano – Romano”. E nel giro di qualche minuto, la piazza è stata accontentata e sul palco è salito proprio colui che per due volte ha sfidato e battuto Berlusconi nelle urne. Tripudio in piazza, baci abbracci e strette di mano sul palco. La scaletta prevedeva il discorso del candidato sindaco ed è stato proprio il Professore, con una vigorosa spinta, a portare Merola al microfono. Chi, nei giorni scorsi aveva parlato di appoggio freddo da parte di Prodi al candidato del centrosinistra, ha dovuto, nei fatti, ricredersi. “Sono appena rientrato a Bologna – ha detto Prodi – ma ho voluto essere qui per Virginio”.
“Bologna è una città coraggiosa, giusta e generosa – ha detto Merola – non è la villa di Arcore, non è e non sarà una città razzista”. “Non siamo in vendita! Bologna non è in vendita! L’Italia non è in vendita!” ha urlato in un crescendo di applausi.
Quando è stato il suo turno, Prodi ha estratto dalla tasca un discorso in cui ha attaccato duramente Silvio Berlusconi. Se a Bologna la campagna elettorale è stata meno violenta che altrove, secondo il professore è dovuto al fatto che Berlusconi non è venuto sotto le Due torri perché, ha detto Prodi, “dove è andato ha portato una punta ulteriore di volgarità”. “Volgarità – ha proseguito l’ex presidente del consiglio – da cui dobbiamo riscattarci”.
Prima di iniziare il proprio discorso, il segretario Bersani si è avventurato in un siparietto con il comico DarioVergassola. “Berlusconi ha detto che quelli di sinistra non si lavano” ha ricordato il comico; “meglio essere sporchi fuori che dentro” è stata la risposta pronta del democratico. Nel suo discorso Bersani ha attaccato a testa bassa il governo “Berlusconi-Scilipoti-Bossi” che ha messo in ostaggio il Parlamento, convocato solo per votare leggi che interessano il capo.
Agli elettori del movimento 5 stelle Bersani ha detto: “Dite pure che non vi piaciamo molto, ma non dite che siamo tutti uguali perché non è vero”. E poi, rivolto al centrodestra: “Noi governiamo per tutti, non spargiamo odio”. E prima si scendere dal palco Bersani si è rivolto al Partito: “Qui bisogna vincere bene, vincere molto. Portiamo subito Virginio a prendere il governo di Bologna”.

