Piano emergenza: ancora migranti per strada

Il modello dell’Emilia Romagna per l’accoglienza dei migranti tunisini con il permesso umanitario è considerata da molti come un esempio virtuoso.  Ma per qualcuno non è così: gli attivisti del Tpo con una quarantina di giovani tunisini hanno invaso l’atrio della regione in via Aldo Moro mentre era in corso una commissione sul piano accoglienza eh hanno chiesto un incontro con la Giunta.

Secondo i racconti che alcuni tunisini hanno fatto allo sportello migranti del Tpo diverse decine di migranti, col permesso umanitario vivono ancora per strada. Alcuni di loro, secondo Neva Cocchi del centro sociale di via Casarini, sono inseriti nella lista dell’Asp poveri vergognosi ma siccome non c’è posto sufficiente devono arrangiarsi come riescono, con dei problemi evidenti di marginalità. Anche nei casi in cui c’è un minimo di accoglienza, aggiungono i manifestanti, questa è davvero a bassissima soglia: “Una branda e quando va bene un piatto di pasta. Senza un orientamento al lavoro e corsi di italiano si rischia che questi ragazzi, a cui ad ottobre scade il permesso umanitario, cadano nella clandestinità.”

Alla richiesta di incontro ha risposto l’assessore alla sicurezza per il territorio Paola Gazzolo, che ha anche la delega alla protezione civile. L’incontro, durato un paio d’ore, si è tenuto alla presenza anche del responsabile regionale della protezione civile, Demetrio Egidi.

Al termine del confronto l’assessore ha assicurato che la Regione provvederà “in pochi giorni a far sì che chi non è ancora inserito nel canale ordinario di accoglienza, perché arrivato sul territorio regionale autonomamente, venga registrato e accolto”. Secondo Neva il Tpo questo è già un passo avanti ma è solo una mezza risposta, perché per tutti gli altri problemi la Regione ha scaricato la colpa sul governo centrale.

Tag

Get the Flash Plugin to listen to music.