Poco o nulla. Il pacchetto anticrisi varato dalla giunta e discusso oggi dall’amministrazione comunale con i sindacati (Cgil, Cisl, Uil) apre un piccolo spiraglio per i lavoratori precari.
Fino ad oggi potevano usufruire delle esenzioni (o riduzioni) delle rette (per i nidi e le mense nella scuola primaria e secondaria di secondo grado) i nuclei famigliari dei lavoratori con un contratto a tempo indeterminato. Ora la misura è stata estesa anche a chi possiede un contratto a tempo determinato (soprattutto interinali e apprendisti) che preveda una riduzione dell’orario di lavoro.
Chi ha un contratto di questo tipo, è il ragionamento fatto dall’amministrazione comunale (e che ha avuto il via libera dei sindacati), sa che in futuro può avere meno reddito, e trovarsi quindi in una situazione analoga a chi ha un contratto a tempo indeterminato e viene licenziato o messo in cassa integrazione.
“Nella limitatezza del provvedimento stiamo cercando di dare una risposta – ha commentato il segretario cittadino della Cgil Cesare Melloni – Bologna è la prima amministrazione che lo fa. Si apre una strada nuova, vogliamo saggiarla per misurarne i limiti e le potenzialità.”
Ora il pacchetto dovrà essere approvato dal consiglio comunale. Intanto l’assessore alle politiche sociali, Milli Virgilio, ha annunciato che a fine mese saranno pronti i moduli per richiedere le esenzioni. Nei Caf (Centro di assistenza fiscale) di Cgil, Cisl e Uil è possibile chiedere aiuto per la compilazione.
picture by Roberto Serra/ Iguana Press

