10 ago. – E’ una ragazza di origine marocchina che ha 22 anni. Vive lontana dalla famiglia da quando è stata allontanata in seguito all’intervento dei servizi sociali del comune di Brescello, prima in comunità poi, ora che è maggiorenne, a casa di un amica. L’incontro apparentemente casuale con il padre avviene due sere fa al centro commerciale Grandemilia di Modena. Tra i due nasce una discussione, nella denuncia lei ha raccontato che il padre si è arrabbiato perché non indossava il velo. Calci e pugni di fronte ai clienti: un pestaggio per la giovane che è stata portata al pronto soccorso con una prognosi di oltre 21 giorni e la denuncia a carico del padre per lesioni. Secondo il racconto della ragazza il padre le avrebbe anche portato via la borsa dove c’erano cellulare e portafoglio.
Era già accaduto alcuni anni fa. Le cronache locali parlano di una ragazza minorenne che, nel maggio 2008, era stata soccorsa dai carabinieri per la strada in stato confusionale e con segni di percosse sul corpo. Raccontò nella denuncia di essere stata picchiata per l’ennesima volta dal padre “perché si rifiutava di portare il velo” ed era fuggita con un ragazzo italiano. Era solo l’ennesima delle fughe della ragazza da casa, da una famiglia dove la madre, pur vivendo da molti anni in Italia, non parla una parola di italiano. La giovane era seguita da uno psicologo dell’Ausl.
Alla giovane arriva anche la solidarietà del ministro dell’Integrazione Andrea Riccardi che in una nota scrive: “Le tradizioni sono importanti ma non possono essere imposte in violazione della legge italiana e, tanto meno, con la violenza“. Per il ministro è necessario che la politica faccia di più: “Bisogna ribadire che il rispetto delle regole e dei diritti inviolabili della persona sono la precondizione necessaria per l’integrazione”.

