“Perseguitato per due anni, poi licenziato”


8 mar. – “Perseguitato per due anni con azioni vessative portate avanti con una determinazione studiata”. E’ con queste parole che i sindacati descrivono il licenziamento di Paolo Zanella (nella foto il primo a destra), 50enne bolognese fino al 24 febbraio dipendente della Manutencoop Facility Management.

Il motivo del licenziamento per “giustificato motivo oggettivo” è, per l’azienda, la soppressione delle attività svolte da Zanella, tutte automatizzate o assegnate ad altri settori. Per i Cobas, il sindacato che sta assistendo Zanella, si tratta invece di “mobbing strategico” dovuta alla riorganizzazione di Manutencoop che, espandendosi e acquisendo altre aziende, ha deciso di eliminare dal proprio organico le posizioni superflue.

Zanella era stato assunto nel 2005 da Manutencoop nella sede di Bologna. Il 3 dicembre 2009 la convocazione del direttore del personale e l’offerta di una buonuscita di 18 mesi per andarsene, oppure il trasferimento ad un’altra società del gruppo. “Con la minaccia di perseguitarlo in caso di risposta negativa”, aggiungono i Cobas. Poi, visto che Zanella non sembrava intenzionato ad andarsene, il trasferimento a Roma. E poi, una volta tornato a Bologna, l’assegnazione al call center notturno. Assegnazione che però contesta ricorrendo al giudice del lavoro visto che il call center è una mansione non prevista dal suo contratto. Il giorno prima dell’udienza, il 22 febbraio, il passo indietro dell’azienda e la reintregrazione nell’ufficio acquisti. “Ma la buona notizia dura due giorni“. Convocato dal direttore del personale, Zanella riceve la lettera di licenziamento. “D’altro canto – si legge nella lettera di licenziamento – lei ha rifiutato l’adibizione al call center, che, come le era stato spiegato era finalizzata anche a garantirle certezza occupazionale per il futuro. Così come a suo tempo aveva rifiutato il ricollocamento presso un’altra società del gruppo”.

“Mi hanno sbattuto fuori, minacciando di chiamare i carabinieri se non gli avessi consegnato subito il badge”, ha detto Zanella. Per questo presenterà l’esposto in Procura. Manutencoop, a cui è stata domandata una replica sulla vicenda, ha fatto sapere di voler attendere di conoscere i contenuti della denuncia dei Cobas. Per intanto smentisce categoricamente qualsiasi azione persecutoria.

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