Perquisizione arbitraria. Due agenti condannati

12 ott. – Aveva i documenti ma fu comunque portato in questura, fatto spogliare, perquisito e denunciato per rifiuto delle generalità. Per il fatto, subito nel 2009 da un uomo di origine senegalese, sono stati condannati due agenti delle Volanti della Questura di Bologna.  Il giudice ha dato loro due anni e tre mesi di reclusione per falso ideologico e perquisizione arbitraria, con pena non sospesa.

Si tratta del capopattuglia M.L. di 40 anni e del collega S.V. di 33. I due agenti avevano fermato tre senegalesi in Montagnola; per due di loro il controllo finì senza problemi, al terzo, nonostante l’esibizione di una carta d’identità e della fotocopia del permesso di soggiorno, furono fatte svuotare le tasche e poi gli fu chiesto di farsi sottoporre a controlli più approfonditi. L’uomo rifiutò di subire la perquisizione all’aperto, fu portato in Questura dove fu fatto spogliare e gli fu chiesto di fare delle flessioni, per cercare senza esito eventuali corpi del reato.

Fu quindi denunciato per rifiuto di declinare le proprie generalità, ma non gli fu rilasciato alcun verbale di perquisizione e lui decise di fare denuncia.

Per il questore Vincenzo Stingone “è un fatto spiacevole, sul quale ora farò tutte le verifiche”. Stingone, che questa mattina ha ricevuto la sentenza, promette di “studiare tutte le carte”. Al momento, aggiunge il questore, “non mi pare opportuno fare commenti, voglio capire di chi si tratta e cosa è successo, visto che i fatti risalgono al 2009, quando io non ero ancora qui”. Inoltre, “si tratta di una sentenza di primo grado, quindi bisognerebbe aspettare gli altri due gradi di giudizio”, conclude.

Foto in home di Pieter Ameye

 

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