Perquisite le case di Massimo Ciancimino, anche a Bologna

2 lug. – La Direzione investigativa antimafia ha perquisito le case a disposizione di Massimo Cincimino, il figlio del sindaco mafioso di Palermo, e dei suoi familiari. Le perquisizioni sono state ordinate dalla direzione distrettuale antimafia di Caltanissetta e si sono svolte nelle case di Palermo, Bologna, Cortina e Roma di sua proprietà, della moglie, della madre, del fratello e della sorella. Gli investigatori cercherebbero documenti utili all’identificazione del cosiddetto signor Franco, l’agente dei servizi che avrebbe partecipato alla trattativa tra mafia e stato di cui Ciancimino ha parlato in questi mesi di collaborazione con le procure italiane.

“Ho rispetto e condivido l’iniziativa della magistratura – ha detto Ciancimino – resto sereno e disponibile a continuare a fornire il mio contributo alle indagini dei magistrati”. Nel corso della perquisizione effettuata a casa della sorella di Ciancimino, Luciana, sarebbero stati trovati documenti autografi dell’ex sindaco in cui si fa riferimento agli imprenditori mafiosi palermitani Franco Bonura e Nino Buscemi. Nei manoscritti sarebbero contenuti anche i nomi del senatore del Pdl Marcello Dell’Utri e del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi.

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