11 ott. – Fino all’ultimo non si sapeva nulla, ma alla fine i permessi di soggiorno umanitari sono stati rinnovati per altri sei mesi, in maniera automatica, senza nessuna spesa per i migranti, ma la vita per i tunisini, arrivati in citta tra febbraio ed aprile di quest’anno, continua ad essere difficile: senza lavoro, senza casa e senza una vera assistenza sanitaria.
La campagna “kit della dignità” che Ya Basta e Al Sirat avevano lanciato qualche giorno fa per chiedere il rinnovodei permessi e sostenerne le spese però non verrà accantonata. Sono più di 2500 euro i contributi raccolti in questi pochi giorni e molte le associazioni, partiti e centri sociali che hanno aderito. “Un successo che ha rotto il velo dell’invisibilità e del silenzio, un segnale di rifiuto della campagna di criminalizzazione contro i cittadini tunisini, accusati di essere degli invasori” commenta Neva Cocchi di Ya Basta che, grazie al consenso raccolto in città, vuole ora occuparsi delle difficili condizioni in cui i migranti vivono.
Le due associazioni ora vogliono vederci chiaro sulle scelte fatte dalla Regione sull’assistenza sanitaria: l’Emilia Romagna ha disposto che ai migranti con il permesso umanitario sia rilasciato un tesserino sanitario PSU con le stesse caratteristiche di quello riconoscibile dalla sigla STP, che viene dato agli stranieri senza documenti, mentre la legge nazionale prevede l’iscrizione al Servizio Sanitario Nazionale. A giugno era stata mandata una richiesta di chiarimenti alla regione, ma, spiega Cocchi, “non è arrivata nessuna risposta”.

