Permessi umanitari. Il Comune: “La Prefettura accetti i rinnovi”

4 ott. – Su 24mila i tunisini arrivati in Italia nei primi mesi di quest’anno, 11mila hanno ricevuto ad aprile il permesso per motivi umanitari, un permesso che ora sta per scadere. A Bologna in circa 150 rischiano di cadere nella clandestinità nei prossimi giorni e dalla giunta Merola arriva la richiesta perché ciò non avvenga. “L’intenzione del Comune è di chiedere alla Prefettura di accettare tutte le domande di rinnovo” ha spiegato l’assessore Amelia Frascaroli, spiegando che lo sportello del Comune sta già preparando le domande in collaborazione con la Cgil e Ya Basta, ma dal ministero non è ancora arrivata nessuna informazione.

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Per chiedere i rinnovi o la loro conversione e aiutare i migranti a sostenerne le spese gli attivisti dell’associazione Ya Basta e dell’associazione Al Sirat promuovono in questi giorni la campagna di raccolta fondikit della dignità“. La procedura ha, infatti, un costo di circa 70 euro tra marche da bollo, raccomandate e assicurate e bollettini postali. Un peso economico a cui vanno aggiunte le incertezze burocratiche: “Il ministero non ha mai chiarito quali fossero i termini di validità di questo permesso” dice Neva Cocchi di Ya Basta che denuncia anche carenze nell’accoglienza, nell’avvio al lavoro e nella formazione da parte della Protezione Civile.

Le soluzioni possibili, perché i migranti non ricadano nell’invisibilità, sono diverse: alcuni migranti hanno ricevuto anche proposte di lavoro e potrebbero convertire il permesso per motivi di lavoro, ma dall’altra parte, racconta Cocchi, “molti datori di lavoro si sono rifiutati di dare un posto a chi aveva il permesso per motivi umanitari”. Ignoranza e diffidenza, ma anche mancanza di percorsi di sostegno all’autonomia, secondo gli attivisti di Ya Basta, che credono sia necessario allungare per tutti i permessi di altri sei mesi in attesa di occupazione “per dare loro una chance“.

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