10 gen. – I segnali della ripresa economica dovrebbero iniziare a vedersi a partire dalla seconda metà del 2013. Lo dicono vari indicatori internazionali. Secondo Unioncamere in regione a trainare la ripresa sarà la ricostruzione post terremoto. Lo ha spiegato ai nostri microfoni il dottor Ugo Girardi, segretario generale Unioncamere Emilia-Romagna.
Se il “primo terremoto industriale” della storia italiana, quello che ha colpito ampie zone della Bassa emiliana nel maggio dello scorso anno, è stato la causa principale del pessimo risultato fatto registrare dal pil regionale nel 2012, la ricostruzione spingerà il recupero. Già per l’anno in corso Unioncamere si aspetta un pil regionale in salita rispetto al -2,6%: l’Emilia Romagna dovrebbe registrare una crescita pari a zero mentre il dato che ci si aspetta per il Paese è ancora negativo (-1,6%). Ad alimentare poi l’inversione di tendenza, sarà anche la ripresa dell’export, attesa proprio per il secondo semestre dell’anno.
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Per quanto riguarda l’occupazione secondo Unioncamere gli effetti della ripresa si faranno sentire solo a fine anno. Nonostante l’occupazione in regione abbia fatto registrare “una tenuta sorprendente” rispetto al dato nazionale, la situazione non è certo rosea: -8% è la previsione per il 2013. Preoccupata la Cgil che con Maurizio Lunghi, membro della segreteria della Camera del Lavoro di Bologna, dice: “Questa ripresa che inverta la tendenza pensiamo non ci sarà“.
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