31 gen. – Bologna e l’Emilia incarnano un modello di vita “socievole” a cui si deve fare riferimento per uscire da questa crisi che, secondo il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, lascerà l’Italia economicamente più povera. “Una società gratificante” quella emiliana secondo il Capo dello Stato che oggi ha incontrato a palazzo d’Accursio il sindaco Virginio Merola, la presidente della Provincia Beatrice Draghetti e il governatore della Regione Vasco Errani.
In un salone d’Ercole strapieno, il presidente Napolitano, dopo aver elogiato la “radice meridionale” e la “formazione bolognese” del sindaco Merola, ha ribadito che equi sacrifici sono necessari per raggiungere “obiettivi che riteniamo essenziali per la vita e il futuro del nostro Paese”. L’abbattimento del debito pubblico va a beneficio dei giovani ha detto Napolitano che ha chiesto di superare il “conservatorismo” che blocca scelte fondamentali per il Paese come il superamento delle Province. Una questione che “non possiamo lasciare a mezz’aria” per Napolitano che ha aggiunto: “Avremmo fatto meglio a scegliere una strada niente meno che 42 anni fa”, cioè quando furono istituite le Regioni.
“L’attuazione del federalismo è un dovere istituzionale” ha ricordato il Capo dello Stato, in risposta alla polemica assenza dei rappresentanti della Lega Nord che hanno disertato l’appuntamento e hanno trascorso la mattinata a volantinare per le vie del centro.
Dopo la laurea honoris causa e le contestazioni dei collettivi di ieri oggi micro contestazione al presidente Napolitano dai giovani del Pdl davanti alla sede del Mulino.

