12 mar. – Hanno risposto in tanti all’appello a scendere in piazza in difesa della “scuola della Costituzione”. Erano circa 10mila i manifestanti questo pomeriggio dietro lo striscione “Noi siamo il diritto allo studio noi siamo la scuola pubblica” che ha aperto il corteo, partito alle 15.45 da piazza XX settembre. “Oltre ogni aspettativa, dovevamo chiedere Piazza Maggiore“, hanno detto gli organizzatori quanto si sono accorti che Piazza San Francesco era piena e parte del corteo stava ancora attardandosi in via Ugo Bassi.
Nel corteo nessuna bandiera di partito ma tanti cartelli, palloncini colorati e bandiere italiane, così come avevano chiesto gli organizzatori nazionali di una giornata che doveva difendere la Costituzione, ma che a Bologna ha puntato tutto sulla scuola pubblica e sugli articoli 33 e 34 della carta costituzionale.
Il serpentone di persone che ha intasato le vie del centro, è sfilato prima per via Indipendenza, poi via Ugo Bassi ed infine è entrato in piazza San Francesco dove prima è stato letto l’ormai famoso discorso di Pietro Calamandrei a difesa della scuola pubblica, poi ha preso la parola un’insegnante, Chiara Nerozzi, che ha invitato tutte e tutti a tornare nelle scuole e a combattere contro i tagli e per una scuola migliore, “una nuova primavera per salvare la scuola pubblica, perché salvare la scuola vuol dire salvare anche l’Italia”.
La manifestazione cittadina è stato uno dei momenti della mobilitazione nazionale organizzata dal coordinamento che il 13 febbraio scorso ha portato nelle piazze d’Italia centinaia di migliaia di persone in difesa della dignità delle donne e contro il maschilismo.

