8 giu. – Dopo il successo della serata pro-Duse continua l’incertezza sul futuro del teatro di prosa bolognese. Domina la scena l’offerta di rilevare il teatro avanzata da Giorgio Giatti. Il presidente della Termal, azienda specializzata in climatizzatori, avrebbe radunato attorno a se una cordata di imprenditori disposti ad accollarsi il rilancio del teatro. La proposta sarebbe stata recapitata direttamente ai proprietari della licenza e dei muri del Duse. L’obiettivo di Giatti, coordinatore del settore progetti del movimento politico “Bologna Capitale”, sarebbe quello di mantenere “il pluralismo culturale del teatro con una proposta reale, pragmatica e veloce che consenta di fare di più con meno”. L’idea è quella di chiedere la gestione del teatro per tre anni e trasformare la cordata nella società “Amici del Duse” da aprire ad altri soci.
“Ad agosto scade il contratto di affitto e allora i proprietari possono dare il Duse a chi vogliono”, il presidente dell’Eti Giuseppe Ferrazza, ha commentato così l’ipotesi della cordata privata . Ferrazza ha però messo in guardia sui rischi di una possibile privatizzazione: “Il Duse costa 1,2 milioni all’anno che forsi potrebbero ridursi a uno”. Ma senza i contributi pubblici – ha continuato il presidente dell’Eti – “non si può reggere un teatro classico, bisogna vedere a cosa si vuole destinarlo: se riempirlo con dei barzellettieri o no”.
La proposta di Giatti è invece apprezzata dal parlamentare Giuliano Cazzola (PdL) che, ha spiegato oggi a Radio Tau, “non si può sempre pensare di vivere a spese del denaro pubblico”. Di opinione opposta invece l’ex assessore comunale bolognese Luciano Sita. Per Sita non sarebbe facile “trarre profitti” e nel contempo “tutelare la programmazione culturale in linea con le aspettative della città”. Ancora più netta la bocciatura del parlamentare PdL Enzo Raisi. Il finiano, riferendosi all’appatenenza di Giatti a “Bologna Capitale”, ha parlato di “pericolosa commistione tra affari e politica” che “rischierebbe ancora una volta di alimentare un sistema in cui la confusione dei ruoli generi tutti quegli effetti negativi che sono all’origine della decadenza nella nostra città”.
Intanto i problemi del teatro rimangono. L’Eti, l’ente da cui dipendono i lavoratori del Duse, è stato cancellato dalla manovra finanziaria e al momento è “bloccato“. “Non sappiamo – ha detto sempre Ferrazza – chi deve pagare gli stipendi. Più tardi decidono e più non facciamo nulla”.
Nei prossimi giorni è prevista anche una visita a Bologna del presidente della commissione Cultura della Camera, Valentina Aprea, e della vicepresidente Paola Frassinetti. Il Commissario Anna Maria Cancellieri andrà invece a Roma dal Ministro Bondi. Per la Cancellieri sul tavolo non c’è ancora nulla di concreto ma “solo dichiarazioni”. E il riferimento è alle rassicurazioni manifestate dal sottosegretario Francesco Giro e alla cordata di Giorgio Giatti.

