4 mag. – All’Ateneo di Bologna partirà un master per imparare a gestire i beni confiscati alle mafie. Sarà aperto dal prossimo anno accademico a chiunque abbia una laurea triennale, ma si rivolge principalmente ad avvocati, commercialisti, operatori di società cooperative, funzionari degli Enti locali. La materia, ha spiegato alla presentazione il capo Procuratore Roberto Alfonso, è “regolata da una giungla normativa” quindi è importante sapersi orientare con una preparazione a 360 gradi: dalle norme sulla custodia giudiziaria all’inventario dei beni fino al regime fiscale.
Per la professoressa Stefania Pellegrini, direttrice del master, “non basta il fatto simbolico per cui ad esempio una villa non è più di un camorrista. Il rischio è che ci si fermi a quel risultato senza che la confisca sia produttiva. Per questo servono competenze”. A Bologna per esempio c’è il caso di Villa Celestini, inutilizzata perché la ristrutturazione costerebbe non meno di tre milioni di euro, una cifra che il Comune non si può permettere.
Il master, il primo in Italia, sarà intitolato a Pio la Torre, il deputato siciliano che pagò con la vita la proposta di legge per l’associazione mafiosa e la confisca dei beni. I posti disponibili sono 40 e per accedere è prevista una selezione sulla base di un colloquio motivazionale e sulla valutazione dei titoli. Il costo è di 3.500 e sono previste borse di studio. Sono previste 200 ore di lezione frontale e 375 di stage e si terranno un fine settimana al mese.

