23 gen. – Flavio Delbono non si dimetterà, neanche se verrà rinviato a giudizio dai pm bolognesi che stanno indagando nell’ambito dell’inchiesta sull’uso di fondi pubblici a scopi privati, durante la sua vice presidenza alla Regione. L’ipotesi delle dimissioni “non mi ha mai sfiorato il cervello, è un’idea che non esiste, è un punto di vista che non mi appartiene. Io non sono ricattabile” ha detto il sindaco al termine della registrazione della trasmissione “Dedalus” su E’tv, avvenuta dopo le cinque ore di interrogatorio in Procura, dove ha dovuto rispondere dei reati di peculato, abuso di ufficio e truffa aggravata. “So perfettamente cosa ho fatto – ha sottolineato il sindaco – so di avere rispettato le leggi, di aver sempre speso bene le risorse pubbliche, mai per interessi personali nè miei nè di altre persone e lo dimostrerò in tutte le sedi”.
Il sindaco ha lasciato Piazza Trento e Trieste alle 14.05 accompagnato dall’avvocato Paolo Trombetti. Per due ore, ha spiegato il legale, Delbono ha risposto alle domande del Pm sui viaggi al centro dell’inchiesta, mentre nella seconda parte il sindaco ha fornito dichiarazioni spontanee in merito
agli altri temi emersi. Su quanto gli e’ stato contestato dai magistrati “abbiamo fornito ampi elementi per dimostrare l’uso corretto delle risorse pubbliche e abbiamo fornito anche documenti e prove testimoniali che potranno attestare la correttezza del mio comportamento”, ha detto Delbono parlando ai cronisti.
Il bancomat intestato a Divani. E’ uno di quei punti, spiega Delbono, che è stato spontaneamente chiarito dal sindaco stesso. “Si tratta di un’operazione tra due amici – ha detto ai cronisti -, non c’è nessun legame di affari, nasce per una restituzione di un’anticipazione che io avevo fatto a lui (a Mirco Divani, ndr) per l’acquisto di una casa che poi non si è materializzata”.
Il bancomat è stato nelle mani di Cinzia Cracchi dal 2004 al 2008. Dai primi accertamenti della Digos i versamenti sono stati tutti effettuati in contanti, cosa che rende più difficile capire da dove arrivasse il denaro. L’affare sfumato tra i due aveva portato Delbono ad essere creditore di Divani di 10.000 euro, ha spiegato il legale di Delbono, sarebbe per questo che i due si sarebbero messi d’accordo per una restituzione in piccole tranche da 600 euro attraverso quel conto. Quando il credito si è esaurito, Delbono avrebbe detto al Pm Plazzi, era lui stesso ad alimentare il bancomat.
La pista “bulgara”. Non esiste, afferma Delbono. “C’è solo una mia quota di una società in Bulgaria con un commercialista bolognese, in una società che nasce nel 2006, che ha fatto due acquisti immobiliari e una cessione immobiliare. E’ tutto alla luce del sole, questi movimenti sono registrati nella mia dichiarazione dei redditi.” Il commercialista è Francesco Stagni, ex di An, che uscì dal partito nel 2000. Fu revisore dei conti ai tempi in cui, sindaco Vitali, Delbono era assessore al Bilancio.
I viaggi. Anche sui viaggi fatti quando era vice presidente della Regione, Delbono nega tutto. In particolare su uno di questi, a Santo Domingo nel 2007, parla di un errore: “Rimane un errore dell’ufficio, probabilmente indotto da un’incomprensione tra me e l’ufficio- continua il sindaco- che ha prodotto un rimborso non dovuto a mio favore di circa 400 euro, ovviamente sara’ mia premura procedere alla restituzione di queste risorse”. Una cifra, aggiunge Delbono, “che non puo’ essere che il frutto di un disguido e non certo di un disegno criminoso”. Sulle contestazioni il sindaco si dichiara “molto sereno e rassicurato”. Per quanto riguarda invece un viaggio in Messico, nel 2005, l’avvocato ha parlato di viaggio di lavoro a cui “tutt’al più avrà aggiunto qualche giorno di ferie in coda”. Per quello la Procura contesta la truffa aggravata (980 euro). Oggi Delbono, per provare la sua innocenza, ha portato l’unico documento presentato al Pm Plazzi: la fattura di un’agenzia di viaggi che organizzò un viaggio per un totale di 3.200 euro.
Gli incontri con Cinzia Cracchi. A differenza di quanto aveva detto nei giorni scorsi, negando qualsiasi incontro con Cinzia Cracchi dopo che la stampa aveva raccontato di un appuntamento tra i due venerdì scorso, il giorno prima dell’interrogatorio della donna, Delbono oggi conferma alcuni appuntamenti. ” Gli incontri con Cinzia negli ultimi tempi ci sono stati, in presenza di un testimone, ma non posso dire di più. In questi incontri non c’è stata da parte mia nessuna dazione di danaro, nessuna offerta o proposta.” Ma perché aveva affermato il contrario? “Io non ho mai detto di non aver incontrato Cinzia Cracchi, che ho incontrato personalmente in un bar del centro. Durante gli ultimi due mesi poi in presenza di testimoni.” Non è quindi chiaro se all’ultimo incontro, i due fossero da soli o in compagnia.
L’avvocato Trombetti ha detto che la Procura potrebbe decidere di risentire Delbono nei prossimi giorni. Procura che fa sapere che per trovare riscontri alle parole del sindaco sentirà una serie di persone, per esempio riguardo ai cinque viaggi effettuati con Cinzia Cracchi a Parigi, Gerusalemme, New York, Pechino e Praga. Così come saranno sentite le persone per ora senza nome che hanno assistito agli incontri più recenti tra Delbono e Cracchi.


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