25 ott. – La svolta sul People Mover potrebbe arrivare tra la fine del 2012 e l’inizio del 2013, se entrerà nel nuovo assetto societario il Fondo Sistema Infrastrutture delle Camere di Commercio Italiane. Sono interessati anche i francesi di RATP, che gestirebbero insieme a Tper il collegamento sulla monorotaia fra l’aeroporto e la stazione di Bologna.
Al momento l’assetto societario di Marconi Express è “congelato”, ha spiegato questa mattina in commissione ai consiglieri comunali la presidente Rita Finzi. Il Consorzio cooperative costruzioni, che aveva il 75%, e Tper, a cui è passato il 25% di Atc, hanno “espresso la volontà congiunta di procedere alla revisione dei patti societari, in funzione dell’ingresso di nuovi soggetti”. Tper avrà un ruolo diverso in Marconi Express, rimarrà come “azionista di minoranza, ma si candida a essere soggetto gestore del servizio”, ha dichiarato la presidente Giuseppina Gualtieri, che ha confermato il contatto con la società pubblica che gestisce la metropolitana di Parigi.
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L’apporto del fondo delle Camere di Commercio sarà “molto importante”, ha spiegato la presidente di Marconi Express, per rispondere ai parametri finanziari richiesti dalle banche.
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Il Comune di Bologna, dal canto suo, ha appena nominato l’advisor (di cui però non è stato ancora divulgato il nome) che valuterà l’equilibrio finanziario, una volta che Marconi Express lo avrà definito. Un altro elemento importante su cui Palazzo D’Accursio sarà chiamato a pronunciarsi sarà la proposta della società guidata da Finzi di aumentare a 7,50 euro il costo del biglietto per l’intera tratta, insieme e l’allungamento di 5 anni della convenzione. Un prezzo che, “quando entrerà in vigore, fra un certo numero di anni, sarà equivalente ai 6,50 che oggi costa la navetta BLQ”, ha detto oggi in commissione l’assessore alla Mobilità Andrea Colombo, sottolineando che il People Mover sarà più veloce e affidabile del bus che oggi collega il Marconi e piazza Medaglie d’oro.
L’udienza conoscitiva di oggi era stata chiesta da Pd e M5S. Se il cantiere non si aprirà a inizio dell’anno prossimo, “ci sarà il serio pericolo che questo progresso rischi di rimanere un progetto”, ha detto il Pd Maurzio Ghetti commentando le novità emerse in mattinata. Per il capogruppo grillino Massimo Bugani il meccanismo di
revisione dei patti e contemporaneamente del piano economico “prefigura uno stallo” dell’opera. Ha espresso soddisfazione per i lavori in corso la capogruppo di Sel Cathy La Torre, “contenta che il Comune stia prendendosi il suo tempo”, ha detto.

