Bologna, 28 nov. – La Procura di Bologna ha chiuso l’inchiesta sulla gara per il People Mover, la monorotaia sopraelevata che dovrebbe collegare l’aeroporto e la stazione. Ne dà notizia l’edizione bolognese di Repubblica, che parla di 8 avvisi di fine indagine per politici e tecnici, tra cui l’ex sindaco Flavio Delbono, l’assessore al bilancio della sua giunta Villiam Rossi, il presidente del Consorzio cooperative costruzioni Piero Collina e l’ex presidente dell’azienda di trasporti Atc Francesco Sutti. I reati ipotizzati sono abuso di ufficio e turbativa d’asta.
Gli esponenti della Provincia escono invece dall’inchiesta (coordinata dai pm Antonella Scandellari e Giuseppe Di Giorgio, con la supervisione del procuratore Roberto Alfonso e del procuratore aggiunto Valter Giovannini) avviandosi verso una richiesta d’archiviazione: la presidente della Provincia Beatrice Draghetti, il vice Giacomo Venturi, l’assessore al Bilancio Maria Bernardetta Chiusoli e il direttore del settore Bilancio.
Al centro dell’indagine della Gdf è l’accordo stipulato tra Ccc e Atc dopo l’appalto, per cedere la gestione e quindi l’assunzione dei rischi ad Atc (società a capitale pubblico) nel caso in cui il progetto non si fosse autofinanziato.
Sutti e Collina sono ritenuti “gli istigatori” dell’operazione che prevedeva intanto il conseguimento dei finanziamenti della concessione al Ccc, ottenuta nell’aprile 2009. Nel dicembre successivo i soci di Atc deliberarono la costituzione della ‘società di progetto’ Marconi Express. Il motivo per cui sono indagati Delbono e Rossi (solo per abuso di ufficio) è che il Comune è socio di maggioranza di Atc. In seguito vennero firmati patti parasociali in base ai quali Atc assunse su di sé il rischio della gestione “spostando su un soggetto diverso dal prescelto, il Ccc, che non aveva dimostrato il possesso dei requisiti richiesti, l’alea gestionale”. Per l’accusa veniva così “alterato l’equilibrio economico finanziario su cui si basava il contratto di concessione e vanificata l’offerta presentata da Ccc”. Per portare a buon fine l’operazione, secondo i pm, “colludendo con Collina e Sutti” i tecnici comunali Patrizia Bartolini, Cleto Carlini e Francesca Bruni confezionavano una procedura ad hoc e così “turbavano lo svolgimento della gara”.
Proprio ieri sul People Mover è arrivata da Roma la risposta del Tar del Lazio, chiamato in causa da Marconi Express, Ccc e Tper dopo che l’autorità di vigilanza sugli appalti pubblici ha bocciato il contratto per la realizzazione e gestione dell’opera. Il tribunale amministrativo si è dichiarato incompetente, rimandando all’omologo emiliano il giudizio “entro trenta giorni dalla comunicazione dell’ordinanza”. Ma i legali di Marconi Express già si riservano di fare appello al Consiglio di Stato.

