24 nov. – L’aeroporto di Bologna avrebbe confermato questa mattina la propria intenzione di entrare nella Marconi Express, la società che dovrà realizzare e gestire il People Mover. Al termine del vertice a palazzo d’Accursio, durato quasi due ore, nessuno dei presenti ha voluto parlare. Né il numero uno della Camera di Commercio, Bruno Filetti, che detiene quasi il 51% dell’aeroporto, né il sindaco Virginio Merola, né i vertici di Marconi Express, Rita Finzi, né il numero uno di Atc, Francesco Sutti. Per il presidente di CCC, Piero Collina, comunque la fumata è stata “quasi bianca”.
“Stiamo ragionando su tutti quelli che saranno i dettagli” ha detto un frettoloso Filetti a cui ha fatto eco, qualche minuto dopo, il presidente di Atc Sutti, anche lui piuttosto di fretta: “L’interesse c’è, è chiaro che le decisioni vengono prese poi a valle di una serie di questioni che non sono formali ma sono sostanza. La Sab ha un Cda”. Questo sarebbe quindi il punto. Sab, prima di ufficializzare modi e tempi dell’ingresso in Marconi Express, ha necessità di studiare tutte le carte ma soprattutto di passare dal Consiglio di amministrazione. Nel cda, la maggioranza assoluta, con il 50,55%, l’ha la Camera di Commercio, seguita dal Comune con il 16,75%, dalla Provincia con il 10%, dalla Regione con l’8,80% e da altri soci con quote minori.
L’assessore regionale ai trasporti Alfredo Peri ha detto che si sta ragionando attorno ad un “coinvolgimento funzionale del gruppo Fs e di aeroporto” per mettere insieme biglietto aereo, del treno e del people mover. La finalità è chiara: aumentare l’appeal dello scalo bolognese. La Regione, per parte sua, è così convinta del People Mover che ha già versato, nel dicembre 2010, la prima rata al Comune: 8,1 milioni di euro, il 30% dei finanziamenti che viale Aldo Moro ha deciso di stanziare per l’opera.
Nella questione interviene anche il segretario della Camera del Lavoro. Secondo Danilo Gruppi il via libera del Comune all’istruttoria pubblica è un fatto positivo, una decisione “saggia”, ma “sarebbe una contraddizione far partire nel frattempo i cantieri”. Pur confermando alcune perplessità sulla monorotaia, il segretario della Cgil rivendica di non aver mai dato l’alt ai lavori. Le risposte date finora da palazzo d’Accursio sulle problematiche sollevate, secondo il sindacato di via Marconi non sono state esaustive: per questo la Cgil chiederà, in sede di confronto sul Piano strategico, un progetto di medio-lungo periodo imperniato sul Servizio ferroviario metropolitano.

