28 giu. – Dopo la condanna a otto anni di carcere per abusi su minore arrivata nel gennaio 2009 (e confermata in appello), l’ex commesso della Procura di Bologna, Salvatore Mancuso, nelle scorse settimane è stato nuovamente condannato per abusi sessuali, questa volta su un altro giovane. Si tratta di un ragazzino minorenne con cui Mancuso intratteneva rapporti su internet e che, secondo l’accusa, l’uomo avrebbe costretto a compiere atti sessuali attraverso la webcam. Per questo, il giudice l’ha condannato a cinque anni di carcere con rito abbreviato.
Mancuso venne arrestato il 23 maggio 2008 con l’accusa di detenzione di materiale pedopornografico, violenza sessuale e violenza privata. A far partire l’indagine su di lui fu la denuncia della famiglia del ragazzino, 16enne, che l’uomo aveva conosciuto in parrocchia (era “ministro” del culto e gli aveva fatto anche da padrino alla cresima). Poi tra i due si era instaurato un rapporto, basato su lusinghe e piccoli
regali (come le ricariche del cellulare) con cui l’uomo blandiva il ragazzino convincendolo ad avere rapporti. Nel pc di Mancuso vennero trovati tantissimi file di immagini pedopornografiche e l’indagine accertò un’attività sistematica di adescamento, in particolare verso ragazzini.
