1 mar. – Secondo il Partito Democrativo non ci fu nessun “complotto” contro Flavio Delbono, le cui dimissioni furono “giuste”. Il segretario regionale Stefano Bonaccini risponde agli attacchi dell’ex sindaco ad un mensile napoletano, in cui accusa Errani di essere stato il suo “killer politico”.
“Posso comprendere il travaglio umano e politico”, afferma Bonaccini aggiungendo che non c’è stato complotto nè mandanti. Secondo il segretario regionale “quelle dimissioni erano giuste, perché per noi viene prima di tutto il rispetto delle istituzioni”.
Sulla stessa linea l’ex Presidente del Consiglio Romano Prodi che ha detto: “Comprendo la grande sofferenza di Flavio Delbono ma la sua ricostruzione dei fatti è del tutto infondata”.
Anche il segretario provinciale replica al “sindaco breve” richiamando la necessità di evitare la trappola delle accuse reciproche e dei veleni. Secondo Raffaele Donini descrivere Virginio Merola come esponente dell'”ortodossia comunista” voluta dai poteri forti vicini alla sinistra, significa fare una caricatura. “Le dimissioni tempestive e doverose di Delbono”, dice ancora Donini, “sono anche il motivo per cui ora ci presentiamo a bolognesi a testa alta per chiedere nuovamente fiducia”.
Proprio ieri sera l’assemblea cittadina Pd ha approvato una norma per la formazione delle proprie liste alle amministrative che prevede tra i requisiti richiesti ai candidati anche la piena trasparenza sul proprio passato.

