E’ nato a Bologna il coordinamento delle regioni del nord del Partito Democratico. “Ma non è il Pd del nord” sottolineano i segretari regionali di Lombardia, Piemonte, Liguria, Friuli Venezia Giulia, Trentino Alto Adige, Emilia Romagna e Veneto che oggi si sono incontrati nella sede in via Rivani del Pd bolognese. Un incontro di preparazione al debutto ufficiale che si terrà il prossimo 9 gennaio a Milano.Passa dunque la linea del segretario nazionale Walter Veltroni, contrario ad un partito del nord.
A Milano saranno invitati per un incontro alla mattina tutti i presidenti di regione, i sindaci dei comuni capoluogo e i presidenti delle province del Pd. Nel pomeriggio i segretari regionali discuteranno poi come affrontare un’iniziativa forte sui temi della crisi economica.
Il coordinamento non è una rincorsa al modello del Carroccio, avvertono i segretari regionali. “La Lega Nord – ha sottolineato Salvatore Caronna, segretario regionale dell’Emilia Romagna – rischia di diventare sempre di più una foglia di fico del governo di centrodestra su politiche che penalizzano questi nostri territori”.
Il caso più eclatante, ha ricordato Caronna, è il trasferimento di risorse ad hoc ad altre realtà del paese (“come per i soldi stanziati per Catania”).
Il neo coordinamento finora non ha ricevuto grossi apprezzamenti. “Non è quello che volevo – dice il sindaco di Venezia Massimo Cacciari – A questo punto facciano quello che vogliono”.
Più tiepido il commento del sindaco di Genova Marta Vincenzi: “meglio che niente”.
Unico entusiasta Il sindaco di Bologna Sergio Cofferati che ritiene “il varo del coordinamento delle regioni del nord, cosa completamente diversa dal partito”. Il Cinese precisa infatti di non aver “mai pensato al Pd del nord” e sottolinea la presenza dell’Emilia-Romagna nel coordinamento: l’inclusione o meno della regione piu’ a sud del settentrione italiano era stato oggetto di polemica tra lo stesso Cofferati e il sindaco di Torino, Sergio Chiamparino.
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