22 apr. – Un attacco a come è stata composta la lista del Pd. A sferrarlo è Andrea De Pasquale ex consigliere provinciale che fa parte del “Nuovo Pd per Bologna”, la corrente che fa capo a Piergiorgio Licciardello che all’ultimo congresso ha raccolto il 25% dei consensi. De Pasquale l’ha scritto nella newsletter mensile che spedisce via internet. L’analisi contiene toni duri tanto da scatenare l’ira del segretario provinciale Raffaele Donini che dice “ne risponderà nei competenti organi di garanzia del partito”.
In pratica De Pasquale dice che in lista ci sono “molti profili deboli”, nomi “controllabili e poco capaci di iniziativa politica”. Secondo l’ex consigliere sono stati scelti nomi che non hanno agganci reali con la società, duro anche il giudizio che riserva a Maurizio Cevenini: dietro di lui che la malattia ha reso ancora più simile ad una icona sacra, una sorta di madonna pellegrina che viene esposta ormai in tutte le occasioni elettorali, si ritrova una solida truppa di fedeli”. De Pasquale infine riserva giudizi per nulla teneri anche sul presidente del consiglio provinciale Stefano Caliandro “un giovane pugliese cui la famiglia è legata a doppio filo a D’Alema” e all’attuale capogruppo del Pd a palazzo Malvezzi Nara Rebecchi.
Il segretario Donini ha reagito con una nota: “Provo dolore e disgusto per le parole che ritengo offensive di Andrea De Pasquale nei confronti dei candidati della lista Pd e dei nostri rappresentanti istituzionali in Provincia, per tali affermazioni credo sia giusto ne debba rispondere nei competenti organi di garanzia del partito”

