Pd Bologna: “Rinunciamo ai finanziamenti pubblici ai partiti”

13 mar. – E’ possibile rinunciare ai finanziamento pubblico ai partiti perché di fronte alla crisi, “la politica non si deve limitare a comprendere la sofferenza delle persone ma a condividerla”. La posizione del Pd di Bologna esce dalla relazione del segretario Raffaele Donini, ieri alla direzione del partito.

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Una decisione che al Pd bolognese non costerebbe molto, perché qui il bilancio si basa per il 96% sulle feste dell’Unità e il tesseramento, ma che Donini sostiene “non può essere un tabù” a livello nazionale. Sul tema gli elettori verranno consultati nel circolo online del Pd, dove entro il 17 marzo è possibile commentare la proposta, consultare alcuni testi normativi e votare.

Nonostante la batosta alle elezioni, secondo Donini quella di ieri è stata una direzione vivace. A Bologna d’altronde il Pd ha raccolto più del 40%, un risultato migliore anche delle regionali del 2010. Un dato dal quale è possibile dare qualche consiglio a Roma, anche sul rinnovamento. Il tema è stato sollevato con forza dall’assessore Luca Rizzo Nervo e Donini lo rilancia: “Il rinnovamento mitigato dalle deroghe non è percepito come vero rinnovamento”. Il Pd bolognese, secondo il segretario, ancora una volta “gioca in casa”: assessori giovani nella giunta Merola, l’età media del gruppo dirigente scesa da 55 a poco più di 40 anni e il limite di due mandati per ogni incarico sono elementi che a livello locale sono già esistenti.

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