26 nov. – Da quando la normativa è cambiata, i cittadini immigrati venivano tutti sistematicamente bocciati e per questo i titolari della scuola guida hanno iniziato a pagare l’esaminatrice della Motorizzazione Civile perché chiudesse un occhio. E’ quanto hanno detto Giuseppe Masi e Moreno Bortolotti, proprietari dell’autoscuola Mabo finiti agli arresti la scorsa settimana nell’ambito dell’inchiesta “Patenti col trucco”, nel corso dell’interrogatorio di garanzia.
Alla base del giro di mazzette, hanno ammesso i due, ci sarebbe l’inasprimento delle regole per il rilascio della patente ai cittadini stranieri. Dal gennaio 2011 i migranti devono sostenere obbligatoriamente la prova scritta in lingua italiana (prima potevano farla nella propria lingua) e da quel momento nessuno è più riuscito a superarlo. E per questo, Masi e Bortolotti avrebbero iniziato un anno dopo, nel gennaio 2012, a pagare l’esaminatrice Marina Raimo che non avrebbe controllato l’identità degli esaminati: a svolgere gli esami, infatti, era sempre Ecaterina Belousov e Raimo in cambio di alcune migliaia di euro avrebbe non controllato i documenti.
L’esaminatrice della Motorizzazione si è avvalsa della facoltà di non rispondere.

