24 mag. – Il corteo di Usb e del coordinamento genitori è partito con le note di una ninna nanna da piazza XX settembre, ma il suo intento è quello di “dare la sveglia alla giunta Merola e a tutta la città”. In 500 con fischietti, tamburelli, pentole e bolle di sapone hanno protestato contro la decisione di esternalizzare alcuni servizi scolastici comunali e contro l’ipotesi di una fondazione che gestisca nidi e scuole d’infanzia. Un progetto che, stando ad una bozza dell’analisi di fattibilità resa nota dal blog ilmanifestobologna.it, potrebbe partire già dal prossimo settembre.
“Merola erode i diritti della scuola” è stato lo slogan più ripetuto e proprio il sindaco che in campagna elettorale aveva puntato molto sull’importanza della scuola pubblica è stato il bersaglio di molte mamme arrabbiate. Una di loro, con il cartello “genitore indignado” al collo, dice che “la fondazione è una scelta di destra, i soldi vanno cercati altrove”. I dubbi e le paure riguardano la continuità del rapporto tra i bimbi e le loro “dade”, la formazione delle educatrici, la loro selezione, un servizio di eccellenza che rischia di decadere velocemente.
Stefania, una delle precarie che lavora dal 2006 con un contratto annuale nei servizi integrativi che dovrebbero essere messi a gara, è certa che verrà sostituita da altre educatrici, già dipendenti delle cooperative che vinceranno l’appalto. stafania collaboratrice precaria del comune di bologna dal 2006
In piazza Maggiore i manifestanti disposti in cerchio di fronte a Palazzo d’Accursio hanno lanciato l’appello all’amministrazione: più attenzione per la scuola pubblica e basta “storielle come quella del percorso participato”.
Meta finale del corteo la Prefettura. Lì Usb ha consegnato un documento di protesta perché, ha spiegato Luigi Marinelli del sindacato di base, “il Comune sta prendendo la scusa dei vincoli di bilancio per aziendalizzare la scuola”. Infine una richiesta al Governo “aumentare le sezioni statali”. Bologna da sola non riesce più a sostenere il peso del suo fiore all’occhiello, le scuole per tutti, anche per i più piccoli.

