10 ago. – Poco più di due mesi di tempo per trovare un accordo sul tracciato del Passante Nord. Entro il 30 novembre, hanno scritto Comune, Regione, Provincia, Anas e Società Autostrade nel verbale d’intesa firmato nei giorni scorsi. Il vice presidente di Palazzo Malvezzi, Giacomo Venturi, questa mattina ai nostri microfoni, ha insistito sull’importanza di portare nel nostro territorio quel miliardo e trecentomila euro che Società Autostrade destinerà all’infrastruttura se si troverà l’accordo sul tracciato: “Dobbiamo fare di tutto perché venga fatto qui”.
Venturi è sicuro, la banalizzazione dell’autostrada ci sarà (ovvero rendere il tratto autostradale che corre attualmente lungo la tangenziale una strada normale non a pedaggio). Il passante sarà a pagamento e con tre corsie per direzione di marcia.
In questa fase, gli enti locali dovranno riuscire a trovare una mediazione sul tracciato: quello più lungo, da 41 Km, è stato bocciato dall’Ue, quello più ridotto – più impattante – non è accettabile per i Comuni che preferiscono vedere passare il nastro di cemento lontano dai centri abitati e su terreni agricoli. Come ci spiega Marco Monesi, sindaco di Castel Maggiore, per cui comunque il Passante va fatto:
Il presidente dei Comitati spontanei contro il Passante, Gianni Galli, ricorda come il traffico di veicoli sia in calo sul nodo di Bologna e come sarà difficile che la volontà dei Comuni possa essere ascoltata, visto che il comitato tecnico chiamato a decidere non prevede la loro presenza. Ecco l’intervista a Gianni Galli
Il sindaco di Castel Maggiore dice sì al Passante Nord e auspica che prima siano gli amministratori a trovare un accordo, per poi confrontarsi con Società Autostrade.

