20 nov. – Un passante lungo poco più di 38 chilometri, con il vecchio tratto dell’A14 banalizzato per il traffico locale, tre caselli sulla nuova bretella che deve essere almeno di due corsie con la predisposizione per la terza. Sono queste le condizioni con cui gli enti locali uniti (Comuni, Provincia e Regione) si presenteranno davanti ad autostrade per arrivare al progetto definitivo di passante autostradale a nord di Bologna. Gli enti locali chiedono anche al Governo di convocare un tavolo nazionale su questa infrastruttura in cui l’esecutivo svolga un ruolo di garanzia sull’effettiva realizzazione.
La proposta degli enti locali è stata discussa oggi a palazzo Malvezzi dov’erano riunite le commissioni provinciali e comunali ai trasporti. “Il passante nord è un’opera strategica” hanno detto all’unisono la presidente della Provincia Beatrice Draghetti e l’assessore comunale alla mobilità Andrea Colombo.
L’accordo a cui sono giunti gli enti locali è più lunga del “passantino” proposto da autostrade ed evita di passare nelle aree più popolate dei comuni interessati. Sulla banalizzazione dell’attuale tracciato, secondo il vice presidente con delega ai trasporti di Palazzo Malvezzi, Giacomo Venturi, si è fatto un “significativo passo avanti”: autostrade avrebbe dato garanzie sul fatto che la vecchia sede autostradale contigua alla tangenziale potrà essere utilizzata dal traffico locale.
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In sala, tra il pubblico, erano presenti anche i rappresentanti del comitato che da anni si batte contro la realizzazione i quest’opera. E’ “miopia politica” dice Gianni Galli “continuare a voler realizzare un’opera che è inutile dal punto di vista trasportistico”.
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