Bologna, 27 mar. – La Lega non perde tempo e alla prima seduta del nuovo Senato tenta subito di mettersi di traverso alla realizzazione del Passante di Bologna: venerdì, infatti, è stata presentata una mozione che “impegna il Governo, stante l’approssimarsi della fine del proprio mandato, a non procedere all’ulteriore corso del procedimento amministrativo di approvazione del ‘Passante di mezzo’, evitando di assumere decisioni di estrema importanza per la città di Bologna, come appunto la realizzazione di una tale opera fortemente contestata dalla popolazione locale”. Prima firmataria la bolognese Lucia Borgonzoni, affiancata dall’intero gruppo del Carroccio a Palazzo Madama.
“Il progetto risulta fortemente contestato dalla popolazione locale, come evidenziato anche dal numero cospicuo di osservazioni del pubblico inviate in sede di procedimento di Via”, si legge nella mozione. In più, il Passante “sarebbe in contrasto con i vigenti strumenti di pianificazione territoriale, regionale, provinciale e comunale e, per dichiarazione degli stessi enti firmatari dell’accordo preliminare- scrivono i senatori leghisti- rappresenta un potenziamento non ritenuto necessario da parte di tutti e da tanti ritenuto inadeguato e inutile ai fini della risoluzione dei problemi della congestione del traffico”. I cittadini “temono, soprattutto- prosegue il documento- l’inevitabile ulteriore aumento del traffico veicolare privato transitante nell’agglomerato di Bologna, che incrementerebbe gli impatti ambientali da inquinamento, avvicinandosi ancora di piu’ alle abitazioni, e pregiudicherebbe la già precaria qualità dell’aria nella città con gravi conseguenze negative per la salute pubblica”.
Sempre nella mozione, si afferma che “la popolazione locale ritiene opportuna un’indagine epidemiologica” e che i cittadini “lamentano la mancata applicazione della Convenzione di Aarhus”, denunciando una “palese forzatura sul metodo”. I senatori leghisti, poi, ricordano la petizione presentata al Parlamento europeo, che “risulta tuttora aperta”. E ancora: nella mozione si lancia l’allarme sui “gravi disagi” che saranno provocati dai lavori, con “inevitabili” danni alla salute dei residenti. Più avanti, nel documento si legge che “il sistema autostrada-complanari rappresenta una barriera per le comunicazioni e per lo sviluppo delle aree poste a nord”, tanto che “urbanisti di valore concordano nel ritenere che la scelta del ‘Passante di mezzo’ rappresenti un grave errore urbanistico e costituisca una grave ferita nel tessuto urbano della citta’ di Bologna”. In conclusione, “si tratta pertanto di un’opera giudicata ‘inaccettabile’ dal territorio”, che nasce “con gravi e riconosciuti difetti- scrivono i senatori leghisti- e sulla base di scelte politiche arbitrarie e imposte senza essere precedute da confronti pubblici effettivi con i cittadini interessati” (Dire).

