Passa con il 95,4% l’accordo GD

30 nov. – Non piace a Cisl e Uil, non piace a Unindustria, ma i lavoratori dell’azienda di packaging hanno detto sì in massa all’accordo integrativo aziendale voluto dalla Fiom: 1117 favorevoli, 48 contrari. Dopo il referendum, domani ci sarà la firma. D’ora in poi i dipendenti di Via Battindarno saranno chiamati a pronunciarsi su tutto, piattaforme e accordi, che saranno validi solo se approvati dalla maggioranza.

Cisl e Uil contestano duramente l’accordo, così come Unindustria, per cui si va a vanificare l’accordo nazionale del 28 giugno, firmato unitariamente dai sindacati, e si rischia la frammentazione della rappresentanza dei lavoratori.

Pericoli negati da Susanna Camusso, leader nazionale della Cgil, oggi in città:  “Non ne vedrei gli estremi” ha detto Camusso suggerendo a Cisl e Uil “che bisogna riprendere la capacità di trovare soluzioni condivise“.

Esulta la Fiom di Bologna: per il segretario provinciale Bruno Papignani l’accordo andrebbe “esteso, dovrebbe diventare regola nazionale perché costituisce un sindacato moderno, pluralista e del futuro”.

Oltre alla clausola sul voto, spiega la Fiom, c’è molto altro in questo integrativo, per esempio la conferma del posto fisso come modello occupazionale, turnover coperto, salario integrativo certo al 60%.

La Fiom attacca il Pd che aveva criticato l’accordo. Fabrizio Torri, delegato Fiom-Cgil alla Gd,  lo fa facendo nome e cognome: “Rita Ghedini ci offende come delegati e lavoratori”, afferma prendendo di mira la senatrice e responsabile sviluppo economico del Pd, colei che a nome del partito, ha espresso la posizione di via Rivani sull’intesa. Duro pure il segretario Fiom Bruno Papignani che, pur senza citare il Pd, sostiene che è una “sciocchezza” rivendicare il primato  dell’unita’ sindacale sul merito degli accordi e sul diritto dei dipendenti a votare le intese.

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