5 apr. – Si allarga l’inchiesta sui “pass invalidi” irregolari.
La procura aveva già aperto un fascicolo su una società che si occupa del rilascio dei pass per conto di Atc. Ora sono arrivati i primi indagati. Si tratta di tre persone accusate di corruzione, un dipendente della cooperativa che aveva l’appalto da atc, e due automobilisti che grazie al dipendente hanno ottenuto i pass senza averne diritto. Indagata da ieri, ma per truffa, anche una dipendente Atc, che aveva accesso al sistema informatico e che aveva inserito la targa dell’auto di un familiare per un accesso temporaneo alla zona Ztl.
A raccontare dello scambio di denaro per i permessi, costati pare 250 euro, è stato uno dei due automobilisti. L’uomo sarebbe stato l’intermediario anche per l’acquisto dell’altro pass, quello trovato dai vigili circa una settimana su una Smart fermata per un controllo. La donna che era a bordo dell’utilitaria non è stata in grado di giustificarne il possesso, e così il pass era stato sequestrato e era stata avviata l’indagine, affidata alla polizia municipale e coordinata dal procuratore aggiunto, Valter Giovannini. Ora gli inquirenti controlleranno tutti i permessi per auto, non solo quelli per disabili.
“Potrebbe essere utile a chi è consapevole di aver un permesso irregolare – ha detto il pm Giovannini – presentarsi alla municipale prima di essere individuato. Questo permetterebbe di concentrarsi sui settori sensibili dell’inchiesta, e a chi ha un permesso irregolare di tenere un comportamento che potrebbe essere valutato in modi differente rispetto a chi viene scoperto”.
In serata un comunicato Atc: “In relazione all’inchiesta disposta dalla Procura sull’attività di gestione del servizio contrassegni, ATC evidenzia la massima collaborazione offerta sin dall’inizio dell’indagine mettendo a disposizione degli inquirenti tutti gli elementi utili in proprio possesso utili all’accertamento, compiuto in tempi brevissimi, dei fatti oggetto d’indagine”.

