Tra febbraio e marzo inizierà il percorso di confronto tra l’amministrazione e la città per arrivare a delineare il nuovo piano della pedonalità cittadina. Prevede cinque tavoli di consultazione e alcune giornate di ascolto territoriale nei quartieri.
Ci auguriamo che questa volontà di confronto sia reale e che possa portare la giunta ad ascoltare le critiche, i suggerimenti, le idee dei cittadini e delle cittadine che vivono ogni giorno a contatto con le strade, le piazze, i servizi e le infrastrutture e che intrecciano tutto questo con i propri ritmi di vita e le difficoltà della vita quotidiana.
La nostra sensazione è che invece in alcuni casi i processi partecipativi siano sovrastati da una serie di decisioni già prese nelle stanze di Palazzo d’Accursio, scelte obbligate dagli strettissimi margini delineati dal bilancio oppure dall’incapacità della macchina amministrativa di cogliere gli spunti che arrivano dai cittadini.
A metterci in allarme sono alcuni segnali che arrivano dal laboratorio sulla ciclabile che dovrebbe nascere sui viali. Quel progetto partorirà per ora solo due tronconi, uno che collegherà via Sabotino a Via San Mamolo e l’altro che andrà dalla stazione Centrale a Porta Mascarella, lasciando a mani vuote tutti gli studenti di Ingegneria e Astronomia, tra i viali e Via Ranzani. In più la richiesta di attraversamento rialzato delle aree delle Porte, indispensabile secondo le associazioni dei ciclisti per la sicurezza, sembra sarà bocciato. Non c’è alla base del lavoro dei tecnici una progettazione complessiva dell’anello, né un’analisi dei flussi ciclistici.
A questo punto è difficile capire quale sarà il reale apporto dei cittadini coinvolti dall’amministrazione, che alla fine metterà in campo il suo progetto. Le amministrazioni di Bologna si trovano costantemente alle prese con l’idea di “partecipazione”, avendo a che fare con una società civile particolarmente vivace, attiva e propositiva. Ma declinare quel concetto nella realtà non è affatto semplice. Alcune esperienze hanno dato ottimi risultati, per esempio i laboratori di urbanistica partecipata in Bolognina. Speriamo possano essere le tracce che saranno seguite nel futuro, soprattutto per una partita vasta e fondamentale come quella della “pedonalità”.
Lucia Manassi

