18 giu. – Silvia Giannini, vicesindaco con delega al Bilancio, apre alla possibilità di mettere un tetto per i compensi dei dirigenti delle aziende partecipate dal Comune. Ad avanzare la proposta in commissione è stato il consigliere della lista Sel-Frascaroli Lorenzo Sazzini che chiedeva “una regola generale” per tenere sotto controllo gli stipendi dei manager. La proposta di Sazzini prevede che lo stipendio di un dirigente esecutivo non possa superare di 20 volte quello dello stipendio più basso presente della stessa azienda; il tetto si abbassa a 12 volte nel caso di un dirigente non esecutivo. Giannini si è detta perplessa all’idea presentata da Sazzini ma comunque ha spiegato di condividerne il principio di fondo.
La vicesindaco ha anche rivendicato il taglio operato dalla giunta rispetto al numero e al compenso dei consiglieri di palazzo d’Accursio nelle partecipate. Una riduzione che “va ben oltre il 10% previsto dalla normativa” ha detto Giannini. Per l’aeroporto Marconi, ad esempio, il compenso del presidente è passato da 103mila a 50mila euro, mentre quello dei consiglieri di amministrazione è rimasto invariato perché “si trattava già di un costo molto contenuto”.
Più complessa la situazione per quanto riguarda i dirigenti della partecipata comunale che si occupa di trasporto. Nel passaggio da Atc a Tper lo stipendio del presidente è rimasto lo stesso, 80mila euro, mentre è dimezzato quello del presidente di Atc sosta, l’altra parte di Atc che non è stata coinvolta nella fusione.
Sforbiciate ci sono state anche in Afm (farmacie comunali), in Seribo (la società che gestisce la ristorazione scolastica), in Srm (l’agenziaper la mobilità e il trasporto pubblico locale. Per quanto riguarda invece la Fiera non c’è stata nessuna variazione mentre per Autostazione, Caab, Cup, Fbm, Hera ed Interporto, l’amministrazione guidata da Virginio Merola non ha ancora effettuato nomine.
Proprio i compensi dei manager di Hera erano stati al centro delle proteste di alcuni sindaci a fine aprile quando era stata votata dal cda la riconferma delle indennità. Il compenso per i 16 consiglieri di amministrazione di Hera è di 50mila euro cui si possono sommare, in caso di incarichi ricoperti all’interno della società, ulteriori 25mila euro. Visto che in passato la quota fissa era di 75mila euro, Giannini dice: “C’è stata una riduzione anche se quello di Hera resta un cda costoso“.

