Bologna, 5 mar. – Tra palloncini maculati, a forma di mucca e vacche vere è andata in scena la protesta di Coldiretti contro la contraffazione del Parmigiano Reggiano. In piazza XX settembre allevatori e agricoltori hanno allestito una stalla, in cui si è tenuta anche la dimostrazione di una mungitura, un forno da formaggio e “la galleria degli orrori”, ovvero la mostra dei prodotti che richiamano il “made in Italy” ma che l’Italia probabilmente non l’hanno mai vista.
Secondo Coldiretti nel 2014 la produzione di falso parmigiano e grana padano ha superato per la prima volta quella degli originali provocando anche il calo del valore delle esportazioni. Nell’anno trascorso la produzione delle imitazioni ha superato i 300 milioni di chili (contro i 295 della produzione made in Italy), realizzati in gran parte negli Stati Uniti: dal falso parmigiano vegano a quello della Comunità Amish, dal parmesan vincitore addirittura del titolo di miglior formaggio negli Usa al kit che promette di farlo in casa in soli due mesi. Ma c’è anche il parmigiano in cirillico che si è iniziato a produrre in Russia dopo l’embargo, il parmesao brasiliano, il reggianito argentino e il ‘parmesan perfect’ prodotto in Australia. Sul mercato europeo ed in Italia sono inoltre arrivati – prosegue Coldiretti – i cosiddetti similgrana di bassa qualità, spesso venduti con nomi di fantasia, che ingannano i consumatori sulla reale origine che è prevalentemente di Repubblica Ceca, Ungheria, Polonia, Estonia e Lettonia. In questo contesto – conclude Coldiretti – “è particolarmente significativo il piano per l’export annunciato dal Governo che prevede per la prima volta azioni di contrasto all’Italian sounding che trova nel Parmigiano Reggiano e nel Grana Padano la maggiore espressione a livello internazionale tra tutti i prodotti agroalimentari Made in Italy”.


























