Parmalat: la Granarolo in campo anche con partner stranieri

Il ministro Tremonti promette di importare il modello francese per difendere l’italianità della Parmalat, dopo che la francese Lactalis ha raggranellato il 29% delle azioni con un’operazione da 1,5 miliardi. Operazione su  cui indaga la Procura di Milano e che per molti analisti ha invece definitavemente segnato il destino dell’azienda di Parma. Che a sette anni o poco più dal crac dei Tanzi è diventata un’azienda  con una posizione di leadership sul latte italiano e custode di una cassa da 1,4 miliardi, frutto delle operazioni di recupero del dopo Tanzi.

Banca Intesa sta guidando i tentativi di strappare a Lactalis il controllo di Parmalat e un ruolo determinante in questa partita, da cui invece si è sfilata Ferrero,  sta svolgendo Granarolo.  E potrebbe entrare in campo un soggetto straniero, ha detto Giampiero Calzolari, presidente del gruppo, ai nostri microfoni: “Abbiamo diversi contatti. Ovviamente con BancaIntesa in primo luogo, perché tra le altre cose è anche nostra azionista. Però abbiamo anche altri importanti fondi nazionali e internazionali, altre banche italiane ed europee. E abbiamo anche contatti con altri gruppi industriali non italiani. Si tratta di vedere, tirata su la rete, che cosa rimane realmente.” Ancora il presidente di Granarolo: “Sono mesi che abbiamo contatti con tanti operatori, poi vediamo quali di questi possono essere realmente interessati. Teniamo conto che questa è una scadenza scritta da sei anni, diciamo che il sistema italiano è arrivato un po’ lungo”. L’intervento di Calzolari si conclude con un’ultima riflessione:  se ci si fosse mossi sei mesi  fa, quando un’azione Parmalat costava 1,90 euro invece di 2,80…

Ascolta l’intervista:

giampiero calzolari

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