Parma. I centri sociali rimettono le tute bianche e bloccano l’inceneritore

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Parma, 16 nov. – Hanno rindossato le tute bianche e bloccato per alcune ore l’inceneritore di Parma. Poco più di un centinaio di attivisti delle coalizione dei centri sociali dell’Emilia Romagna si sono dati appuntamento questa mattina ad Uguzzolo, la frazione alle porte di Parma dove la multiutility Iren ha costruito l’inceneritore che ha iniziato a funzionare alla fine dello scorso agosto.

I manifestanti, provenienti dai centri sociali di Bologna (Tpo e Labas), Reggio Emilia (Laboratorio Aq16) e Rimini (Laboratorio Paz Project), erano guidati dagli attivisti parmigiani dell’Assemblea Permanente No inceneritore. Il blitz è scattato questa mattina verso le 10.30. Mentre alcuni hanno bloccato l’accesso camionabile costruendo una barricata, un gruppo è entrato all’interno della struttura riuscendo a salire fino alla sommità del camino principale. Da lì è stato srotolato un grande striscione con su scritto: “No inceneritore”.

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I manifestanti accusano Iren, il Pd e le banche che hanno voluto l’inceneritore di voler speculare sulla pelle dei cittadini. Le rinate “tute bianche” puntano il dito anche contro il Movimento 5 stelle che a Parma ha vinto le elezioni grazie anche alla battaglia contro l’inceneritore. “E’ da un anno che stiamo attendendo che l’amministrazione 5 stelle di questa città faccia qualcosa – dice Luigi Iasci, dei No inceneritore – ma adesso è giunto il momento di intervenire”. “Noi questa mattina abbiamo impedito con i nostri corpi l’ingresso dei camion – prosegue Iasci – dov’era il sindaco Pizzarotti”.

I manifestanti nel pomeriggio si sono poi spostati in piazza Garibaldi a Parma per un presidio sotto le finestre del Comune.

Il blitz di oggi è avvenuto in contemporanea con le manifestazioni del movimento No Tav in Val di Susa, dei movimenti ambientalisti napoletani contro l’avvelenamento della “terra dei fuochi”, dei collettivi pisani contro lo sgombero di un centro sociale e degli attivisti friulani No Cie a Gradisca d’Isonzo.

Le foto sono tratte dal profilo twitter di @Globalproject

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