7 giu. – Il Comune di Bologna non deve pagare 6 milioni di euro dell’Imu sugli immobili di proprietà ma è quasi certo che subirà tagli equivalenti nei trasferimenti statali. Di questo hanno parlato il sindaco Virginio Merola e i parlamentari eletti in città. Una “riunione preoccupata”, secondo la definizione della democratica Rita Ghedini, in cui si è parlato di tagli e di ricalcoli che penalizzeranno il Comune. In particolare, a causa del fondo di riequilibrio e dei tagli della precedente legge di stabilità è quasi scontato che ai tre milioni di tagli per il 2012 se ne sommino altrettanti per il 2013. Nel piccolo conclave, a cui hanno partecipato, oltre a Ghedini, i colleghi del Pd Andrea De Maria, Francesca Puglisi, Sergio Lo Giudice, i montiano Luigi Marino, Massimo Palmizio e Franco Carraro del Pdl, Giovanni Paglia di Sel e Michela Montevecchi del Movimento 5 Stelle, si è parlato anche dell’esigenza che lo Stato faccia di più in tema di scuola dell’infanzia. Il Sindaco ha chiesto allo stato altre 15 scuole e i parlamentari hanno già presentato una mozione in questo senso.
Intervenendo in question time, l’assessore alla scuola Marilena Pillati ha aggiornato i dati della lista di attesa per un posto nella materna statale e comunale. Ad oggi sono 221 i bambini che aspettano un posto, e 95 i posti non ancora assegnati. I posti liberi, al momento sono di più, circa 200. A questa cifra si arriva sommando ai 95 posti non assegnati, i posti lasciati liberi da 105 bambini che hanno rifiutato il posto a loro indicato. Gli uffici, che stanno lavorando per incrociare le richieste e i rifiuti, a fine mese aggiorneranno nuovamente la lista. “Il Comune non ha fatto alcun appello alle scuole paritarie private per azzerare le liste d’attesa , ma si è impegnato direttamente per aumentare l’offerta, come fa da anni” ha dichiarato l’assessore Pillati, in risposta al Nuovo Comitato Articolo 33 che aveva lanciato un allarme circa le lista d’attesa.

