Parla Saputo (ma dice poco)

Bologna, 25 mag. – Joey Saputo risponde alle domande dei giornalisti due volte all’anno: a inizio e a fine stagione. E anche se la piazza gli chiede di essere più “comunicativo”, il presidente del Bologna Calcio ha ribadito che continuerà a farlo anche in futuro. Oggi però c’era molta carne al fuoco, temi caldi che Saputo ha affrontato nella sua relazione (in inglese, per non essere frainteso..): dall’avvilente stagione conclusa a 39 punti, all’esonero di Donadoni e poi le riflessioni sul futuro del club: investimenti, mercato, nuovo tecnico, destino di Verdi, toccando infine questioni economiche come diritti tv e nuovo stadio. Saputo ha parlato di tutto, ma quando sono arrivate le domande dei giornalisti non si è sbilanciato su nulla.
Andiamo con ordine, tema per tema:
La Stagione – Saputo è deluso, come i tifosi, e chiede scusa. Bene la prima parte, in linea con i programmi, malissimo la seconda. Se l’obiettivo principale (mantenere la categoria) non è mai stato in discussione, ammette il fallimento sul piano della crescita.
Donadoni – Pur ribadendo stima per il tecnico il Presidente ha  detto che per Donadoni “è finito un ciclo”. Troppo indigeste le 21 sconfitte e i due punti in meno rispetto all’anno scorso. A Saputo non son piaciute certe partite perse con un atteggiamento molle e rinunciatario ma in pratica a Donadoni son state fatali le ultime due sconfitte con Chievo e Udinese: “avessimo centrato due vittorie finendo a 45 punti – ha affermato – forse avremmo fatto altri discorsi”.
Nuovo allenatore – Nessun nome, nessuna conferma su Pippo Inzaghi. Saputo ha detto che c’è una lista di papabili che hanno dato la loro disponibilità e che la decisione sarà presa nei prossimi giorni, anche perchè “ci sono tecnici ancora impegnati in competizioni”. Una piccola indicazione, seppure indiretta, sul fatto che Inzaghi (che sta disputando i play off in B) al momento pare essere l’allenatore in pole position.
Il Club – “si vince assieme e si perde assieme”. Questo il concetto (anche se al momento paga solo il tecnico..). Saputo ribadisce la filosofia: il Club non è solo la squadra ma è anche strutture (stadio, centro tecnico) e organizzazione. E garantisce che andrà avanti come stabilito, ma non ha intenzione di fare investimenti sulla squadra non supportati da equivalenti ricavi. In ogni caso, su specifica domanda, ha ribadito (con un moto d’orgoglio) che non è suo costume quando entra in un business prendere in considerazione delle “exit strategy”. Questo dovrebbe confortare i tifosi, e magari convincere una volta per tutte la curva che anche se non si ringrazia Saputo ogni domenica non si corre il rischio che si stanchi e se ne vada.
La squadra – Come preannunciato da Bigon ci saranno aggiustamenti e non rivoluzioni. Evidentemente anche Saputo è convinto di “meritare di più” e che la squadra possa dare di più. Una cosa però l’ha specificata: da allenatore e giocatori pretende che abbiano “il fuoco dentro”. Si può vincere o perdere ma i tifosi devono vedere una squadra che dà tutto (non proprio l’identikit del Bologna degli ultimi anni.. ndr). Per quanto riguarda il prossimo mercato non si sbilancia sul budget: “verrà fatto con acquisti e cessioni”. Logico dunque pensare che non ci saranno particolari investimenti.
Diritti TV – Saputo afferma che c’è stato un ribilanciamento nella suddivisione ma che la distanza con la Premier è ancora grande: in Inghilterra la forbice tra la squadra più pagata e l’ultima è di 1,6 da noi si è passati da 4,2 a 3,6. Bene ma ancora poco. A specifica domanda sullo stallo nella vendita dei diritti e alla richiesta di dati sui nuovi ricavi che otterrà il BFC il Presidente ha lasciato la parola all’AD Fenucci che ha auspicato si vada a una rapida soluzione, anche a trattativa privata. l’Ad però non ha dato numeri, neanche vaghi, su quanto il Bologna potrebbe incassare con la nuova normativa.
Stadio – Saputo e Fenucci confermano che le nuove tribune saranno tutte a bordo campo e i lavori al Dall’Ara saranno fatti “a blocchi”, senza spostare la squadra fuori Bologna. Sui tempi non si sbilanciano, perchè devono essere ancora siglati gli accordi con altri partners sulle aree compensative; alla fine però l’Ad si è lasciato scappare che nei prossimi 15 giorni si potrebbe chiudere e presentare la proposta al Comune entro un mese.
Il “caso Verdi” – Nella sua relazione Saputo ha parlato della volontà del Bologna di tenere Verdi a gennaio, cosa che ha un po’ sorpreso visto che a tutti è parso evidente che sia stata la volontà del giocatore a essere determinante. Durante il botta e risposta Saputo ha detto sibillino che per fare una cessione “bisogna essere in tre: chi compra, chi vende e il giocatore”, lasciando ai giornalisti l’onere di interpretare chi sia stato alla fine a voler trattenere a Bologna il fantasista rossoblù. Per quanto riguarda il futuro del giocatore nessun commento. Saputo ha avuto parole di grande elogio per Verdi ma a precisa domanda se voglia toglierlo dal mercato non ha risposto. No comment assoluto anche sul valore stimato del giocatore, sulla cifra che il Bologna ritiene congrua per privarsene. Dunque, se tanto ci dà tanto, arrivasse l’offerta che in casa rossoblù ritengono adeguata Simone Verdi partirà.

 

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