Pari opportunità o real politik?

Beppe Ramina, giornalista, pubblica su facebook il suo intervento ospitato oggi dalle pagine de L’Unità Emilia-Romagna che vi riproponiamo:

Ho firmato l’appello di Rete Laica contrario ad una presidenza Noè per la costituenda commissione Pari opportunità della Regione. Ho letto le argomentazioni di Lama e Muzzarelli pubblicate dall’Unità Emilia-Romagna che, in sostanza, dicono che non bisogna avere pregiudizi e che occorre misurare attraverso un percorso fatto nel confronto le disponibilità e le aperture verso quelli che Muzzarelli definisce “valori elevati”.

Sono argomentazioni che, per quanto portino ad un livello alto la questione, non convincono. Anzi, penso che si debba volare più basso per inquadrare la questione nei giusti termini.

Intanto, domando per quale ragione, ancor prima che la commissione sia stata istituita, venga “nominata” Noé. Ci sono sicuramente altre donne nell’area della maggioranza che, per esperienza, generosità intellettuale e cultura, potrebbero guidarla con efficacia, essendo anche e provatamente disponibili all’ascolto di punti di vista differenti dai propri.

La ragione è presto detta e a tutti nota, benché sia Muzzarelli che Lama la tacciano, non ne facciano proprio cenno, quasi che non sapessimo di cosa si stia parlando, e si chiama realismo politico: il centrosinistra vuole allargare l’area delle alleanze ai centristi cattolici e laici e ritiene che un gesto tanto simbolicamente eclatante possa venire apprezzato dai propri interlocutori.

Altroché pregiudizio da parte di chi ha firmato l’appello! Intanto, non è un pregiudizio, ma un giudizio basato sull’autorappresentazione di Noé medesima; in secondo luogo, il pregiudizio (tutto politico) è quello di chi propone una presidenza di quel tipo senza valutare altre candidature.

Oltretutto non si tratta di una commissione di garanzia, quelle sì tradizionalmente affidate alle minoranze perché esercitino la loro funzione di controllo. E l’Udc, se non è cambiato qualcosa, si colloca all’opposizione della giunta Errani. Altrimenti, sicuramente, guiderebbe un assessorato.

Infine, l’uguaglianza delle opportunità non è un valore, non è un tema sensibile, ma, perquanto spesso inapplicata, è garantita costituzionalmente a tutti i cittadini e a tutte le cittadine e dovrebbe esserlo anche per coloro che non hanno la cittadinanza, ma vivono sul territorio italiano.

Può non piacere, ma chi ha ruoli istituzionali deve laicamente attenersi ai dettati costituzionali, non a quelli di Santa Romana Chiesa o di altre autorità religiose o alle proprie intime convinzioni.

A riprova di questa affermazione, qualche settimana fa l’Alta Corte, o Corte Costituzionale, ha sentenziato che, pur non volendo essa modificare le leggi dello Stato e rinviando la questione al Parlamento, le coppie dello stesso sesso hanno diritto di essere riconosciute. Diritto costituzionale, indipendente dagli orientamenti valoriali degli eletti negli organismi legislativi.

Se si vuole dare un segnale diattenzione all’Udc concedendo a quel partito una commissione, perché non assegnarne un’altra tra le quattro ora presiedute da esponenti della maggioranza? Si deve proprio mettere in gioco i nostri diritti, di gay, e delle donne?  Ci si vuol dire che noi non contiamo nulla di fronte al grande gioco della politica e delle alleanze al cui cospetto si sacrificano diritti e, anche, valori? Quale identità sta assumendo il centrosinistra, per fare cosa vuole governare?

Non so, davvero, il centrosinistra dove pensi di andare con queste scelte. Di certo, lontano dal mio consenso elettorale che, fino ad ora, per quanto poco convinto, non è mancato.

B.R.

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