Papageno e Tamino. I progetti di Abbado nelle carceri e negli ospedali

Bologna, 19 dicembre – E’ passato quasi un anno dal 20 gennaio scorso, quando a Bologna si spense Claudio Abbado. Nove giorni prima fu annunciata dal presidente dell’Orchestra Mozart Fabio Roversi Monaco la sospensione temporanea dell’attività dell’orchestra fino a quando il suo direttore non fosse tornato a dirigere.

Da quei giorni la Mozart non è più tornata ad esibirsi, ma i progetti nel sociale voluti personalmente dal Maestro continuano ad essere attivi e vengono rilanciati dall’Associazione Mozart 2014, di cui è presidente Alessandra Abbado, figlia del direttore.

L’Associazione ha infatti sottoscritto una convenzione triennale con il Comune di Bologna, settore Sistema Culturale e Università, per portare avanti i progetti PAPAGENO e TAMINO.

Entrambi hanno la finalità di promuovere la diffusione della musica ed il suo apprendimento in luoghi di sofferenza e disagio. Il primo con la formazione di un coro di detenuti all’interno del carcere della Dozza che va avanti da tre anni, il secondo realizzato presso il reparto di Pediatria dell’Ospedale Sant’Orsola-Malpighi e con i pazienti seguiti dal servizio di Neuropsichiatria Infanzia e Adolescenza dell’Azienda USL di Bologna.

Il progetto TAMINO punta alla valorizzazione delle potenzialità musicali dei bambini e della loro capacità di rapido apprendimento, in un contesto dove la musica si presenta anche con una funzionalità terapeutica. Da vent’anni a questa parte infatti stanno crescendo gli studi sugli effetti della musicoterapia con bambini ricoverati in reparti chirurgici ed oncologici. Il progetto TAMINO, in collaborazione con l’Associazione Music Space, propone la musicoterapia nelle strutture ospedaliere bolognesi. La musica applicata ai pazienti abbassa il livello di ansia, aumenta il rilassamento e stimola un maggiore controllo del dolore oltre che favorire le relazioni interpersonali del bambino-paziente.

I progetti didattici vengono sempre preparati attraverso il confronto con il personale medico-scientifico, assistenziale ed educativo, e seguendo un adeguamento dei contenuti basato sulle esigenze del paziente e della struttura coinvolta.

In un ambiente completamente diverso viene realizzato il progetto PAPAGENO. Il coro del carcere della Dozza, diretto da Michele Napolitano, è stato composto nel corso di tre anni da 120 detenuti: 73 uomini e 47 donne. Ogni anno il lavoro del coro viene presentato con un saggio interno e un concerto pubblico a cui partecipano circa 30 volontari provenienti dal coro “Ad Maiora” e “Mikrokosmos” sempre diretti da Napolitano.

Il progetto ha inoltre stretto una collaborazione con l’Istituto scolastico del penitenziario, grazie al quale le ore di coro sono entrate a fare parte del curricolo scolastico.Gli obiettivi principali del progetto, a detta dello stesso Napolitano, sono raggiunti spesso oltre ogni aspettativa, con lo sviluppo del rispetto e dell’ascolto reciproco, delle capacità di condivisione e cooperazione che arrivano a cancellare gli attriti tra i carcerati.

E’ la stessa direttrice del carcere della Dozza, Claudia Clementi, ha celebrare il valore del progetto PAPAGENO affermando l’importanza di realizzare una occasione di “incontro con la bellezza” fondamentale per il mantenimento ed il recupero, per ognuna delle persone coinvolte, della stima di sé e della dignità.

Per continuare a portare avanti i progetti del Maestro Claudio Abbado la campagna di raccolta fondi “Salvati, la musica cambia la vita”, a sostegno dei progetti è possibile fare una donazione. Per informazioni è possibile consultare il sito www.mozart14.org.

Nicolò Moruzzi

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