In diretta ci ha chiesto di non tradurlo, ma noi, indomiti, abbiamo usato la definizione che Page Hamilton ha dato dell’album di cui ricorre il ventennale come titolo. Gli Helmet sono in tour in Europa e noi abbiamo sentito il leader della band al telefono, facendolo tornare al 1994. Betty è stato il terzo disco del gruppo, arrivato, ci ha detto Hamilton, come risposta a “un periodo di pressione in cui, dopo che i primi due dischi erano andati bene, tutti volevano dire la propria sulla direzione che avremmo dovuto prendere: l’etichetta, il management, perfino i miei compagni di band.” Ma il carattere del chitarrista newyorchese è noto: “Io ho fatto l’opposto di quello che dicevano e Betty è diventato il perfetto disco…” avete capito, insomma.
Oggi la band lo suonerà dall’inizio alla fine al Bronson di Ravenna e il tour europeo è la prova di come il disco abbia retto la prova del tempo: “Ha venduto di meno degli altri, ma ha guadagnato in longevità: questo tour europeo di quaranta date, che celebra il ventennale dell’uscita dell’album, è il più imponente che abbiamo mai fatto sul Vecchio Continente”.
Dopo una chiacchierata tutta declinata al passato, abbiamo concluso l’intervista con una domanda su quale sia il futuro degli Helmet. Hamilton, dopo avere accennato a un lavoro per il cinema (una delle attività più frequenti del nostro ospite), ha detto che un nuovo disco degli Helmet uscirà nel 2015: “Ho già tre canzoni che mi piacciono, un’altra mezza dozzina da mettere a posto e un paio di persone con cui lavorare. Registreremo, vedremo cosa succede. Là fuori, senza etichette, è un mondo diverso“.



