7 mag. 2009- Maltrattava la figlia da quando lei aveva cinque anni perché la considerava “ribelle”. Per questo un uomo turco di 44 anni dovrà stare lontano da tutti i luoghi frequentati dalla figlia, ora ventenne, in attesa del processo.
La misura cautelare è stata presa dal Gip dopo la denuncia scattata il 18 gennaio, quando l’uomo aggredì la figlia minacciandola con un coltello mentre era in macchina in compagnia del fidanzato. L’indagine che è seguita alla denuncia ha fatto emergere la storia della ragazza, maltrattata dal padre che voleva decidere come la figlia dovesse vivere, vestirsi e chi dovesse frequentare.
L’estate scorsa l’uomo era tornato in Turchia per decidere le condizioni del matrimonio della figlia: al netto rifiuto da parte della giovane, era seguito un aumento della violenza nei suoi confronti. Tanto che il padre si era recato anche sul luogo di lavoro della figlia e l’aveva schiaffeggiata di fronte ai colleghi. Per sfuggire al padre la ragazza in ottobre era andata a vivere col fidanzato, con cui si trovava il giorno dell’ultima aggressione. L’uomo è stato denunciato per le percosse, per porto abusivo di armi e per le minacce inviate alla ragazza via sms.

