18 nov – Si abbassano i toni dello scontro tra Fiom e Cisl. Una telefonata tra il numero uno della Fiom bolognese, Bruno Papignani, e il segretario cittadino della Cisl Alessandro Alberani ha calmato gli animi, dopo il corteo di ieri dei metalmeccanici a Porretta. A gettare acqua sul fuoco ci ha pensato anche il prefetto Angelo Tranfaglia che ha escluso che vi siano state intimidazioni. Pace fatta, quindi, nel sindacato bolognese, anche se le divergenze sul contratto dei metalmeccanici rimangono, con la Fiom che continua a richiedere un referendum nelle fabbriche. “Non capiamo perché – ha dichiarato Gianni Scaltriti, segretario generale della Fiom regionale – se è un contratto così buono, i delegati FIM e UILM non siano mai intervenuti alle assemblee organizzate dalle RSU in centinaia di aziende in regione”.
La Fiom nazionale sta studiando con i prorpi legali un atto per diffidare Federmeccanica e le imprese ad applicare il nuovo accordo, invitandoli a rispettare quello del 2008. Fim e Uilm hanno infatti “disdettato” illegittimamente, sostiene il sindacato, il precedente accordo senza consultare i lavoratori.
Intanto la pacifica invasione del consiglio comunale di Bologna di lunedì scorso ha ottenuto un primo risultato: i capigruppo hanno deciso infatti che si farà a fine mese una due giorni di consiglio comunale straordinario sulla crisi.
Mentre si placano le liti, la crisi economica continua. Secondo l’analisi dei dati INPS presentati oggi dalla FIOM, nell’ultimo anno sono state autorizzate 4.751.451 ore di cassa integrazione, con un incremento del 1.457 % rispetto all’anno scorso.
Nel frattempo la Cgil di Bologna ha indetto per il prossimo 11 dicembre uno sciopero generale di 4 ore con un corteo che attraverserà le vie cittadine. “Non si vive con 700 euro al mese” è lo slogan della giornata di protesta contro le scelte economiche del governo Berlusconi.

