Otto anni senza Aldro. Patrizia Moretti al Mattino di Popolare Network

25sett. – Era il 25 settembre del 2005 quando Federico Aldrovandi veniva ucciso da quattro agenti di polizia nel corso di un controllo in via dell’Ippodromo a Ferrara. Nel giorno dell’anniversario Popolare Network ha intervistato Patrizia Moretti, la madre di Federico.

Ad otto anni da quell’omicidio, i poliziotti condannati per eccesso colposo in omicidio colposo hanno finito di scontare la pena inflitta loro (3 anni e 6 mesi) e tra qualche mese, dopo la sospensione disciplinare di 6 mesi, potranno ritornare in servizio. L’auspicio della famiglia Aldrovandi è che non tornino a fare quello che facevano prima. Se tornassero ai loro incarichi precedenti, dice Moretti, la vicenda si concluderebbe “con un nulla di fatto”. Questo sarebbe “molto doloroso” per chi si è visto uccidere un figlio. “Io trovo l’assurdita della conclusione con una pacca sulla spalla” dice Patrizia Moretti che aggiunge: “Il fatto che loro tornino a fare questo lavoro vuol dire avvallare questi comportamenti”.

Alla trasmissione ha partecipato anche Luigi Manconi, presidente della commissione per la tutela dei diritti umani e promotore di una proposta di legge per l’istituzione del reato di tortura. Manconi concorda con Moretti e cioè nessun problema se questi poliziotti tornano in servizio a scrivere verbali, ma non possono stare in pattuglia. perché ciò sia possibile non serve una legge, ma “una decisione che venga dall’interno del Ministero” dice Manconi che è convinto che al caso Aldrovandi e anche in altre situazioni si potrebbe riconoscere il reato di tortura, così come delineato nella sua proposta di legge.

 

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