Osti si ammanettano a Palazzo D’Accursio

Cinque persone si sono ammanettate fra di loro a pochi metri dall’ufficio del sindaco Sergio Cofferati. Sono rimaste così per circa tre ore. Tra loro c’era anche la moglie di Abdel Sanhaji. L’oste del Tarcaban è al secondo ricovero in ospedale, dopo una settimana di sciopero della fame e della sete per chiedere il ritiro dell’ordinanza che impone a lui e ad altri quattro esercenti di anticipare la chiusura del locale alle ore 22 per un anno.

La moglie dell’oste, che ora è ricoverato all’Ospedale Bellaria, ha chiesto invano a Cofferati di anticipare l’incontro in programma per giovedì. Il sindaco le avrebbe detto solo di convincere il marito a riprendere ad alimentarsi. «E’ un uomo di principio, non mangerà fino a giovedì», ha detto preoccupata la signora Cinzia.

Alla protesta hanno partecipato anche il gestore del Barazzo, la sua compagna, un suo dipendente e un amico di Sanhaji.

Nel frattempo il sindaco ha incontrato i gestori del Mammuth. A loro, che non hanno ricevuto denunce penali, ha proposto di mitigare l’ordinanza concedendogli di tenere aperto fino all’1 di notte per tre mesi, prorogabili per tutta la durata del provvedimento. In cambio gli ha chiesto di occuparsi della raccolta differenziata e del monitoraggio dell’inquinamento acustico, in caso di segnalazioni da parte dei residenti.

Picture by Roberto Serra (nella foto l’oste del Tarcaban porta un cartello sul palco dello sciopero generale della Cgil, venerdì 12 dicembre)

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