Ore decisive per il Motor Show

6 ott. – Bisognerà aspettare dopo le 14 per sapere se e come il Motor Show si è “salvato“. La fiera dei motori deve scontare la rinuncia dei principali espositori internazionali, un effetto a catena che dopo l’annuncio di Fiat si è portato dietro Bmw, Renault, Volkswagen, Audi, Seat, Skoda e Ford. Sparite le case automobilistiche, restano gli spettacoli. Un ritorno alle origini, agli anni ottanta, quando il Motor Show non aveva ancora conquistato l’ufficialità di un salone dell’auto. La crisi internazionale e la concorrenza tra fiere hanno affossato la centralità bolognese, al punto da temere che l’expo possa essere risucchiato tout court da Milano. Il parziale disimpegno di Montezemolo – sollecitato per riportare Fiat nei padiglioni bolognesi (“C’è la crisi, c’è stata una riduzione della presenza alle fiere per motivi esclusivamente economici, vedremo che si può fare”), e la smentita di pressioni da parte del ministero per lo Sviluppo economico per favorire il capoluogo lombardo, non mutano il quadro per il Motor Show. Dopo alcuni anni di declino Bologna rischia di perdere un simbolo, ma anche un giro d’affari milionario, capace di creare un indotto cruciale per l’economia locale.

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